Con gli spread che si allargano e il debito pubblico che diventa terribilmente costoso, l’agonia politica del berlusconismo inizia a trasformarsi nello spettro della bancarotta. In tanti si stanno già preparando al “dopo”, a quando, cioè, uscito di scena Silvio Berlusconi, bisognerà rimettere insieme i cocci di un Paese distrutto. C’è sicuramente il professor Mario Monti, che è il candidato favorito per guidare un governo tecnico che salvi i conti e rassicuri i mercati.

Ma c’è anche Luca Cordero di Montezemolo, il presidente della Ferrari che non perde occasione per bacchettare il governo e marcare la distanza sua e della sua associazione Italia Futura dalle politiche di Berlusconi ma anche di Giulio Tremonti. Se finora lo si poteva guardare con una certa sufficienza, perché dell’ex presidente Fiat sono evidenti le qualità quanto i limiti, è arrivato il momento di cominciare a prenderlo sul serio. Di capire se è uno che può dare un contributo utile a ricostruire una politica de-berlusconizzata o se invece è soltanto un Berlusconi minore, ricco, amante delle belle donne e forte di una popolarità sportiva, dotato anche del suo conflitto di interessi (i treni privati Ntv) e di parecchi aspetti del suo passato che non ama vengano ricordati, a cominciare da quando fu allontanato dalla Fiat per una storia di bustarelle.

Montezemolo si è detto pronto, ha parlato della necessità di una “fase costituente”, cioè di un momento in cui si sospende l’alternanza tra destra e sinistra e ci si unisce al centro. Per ora aspetta la chiamata, cioè l’offerta da qualcuno, magari dal Quirinale, di un posto da salvatore della patria. Ma dopo Berlusconi per lui potrebbero aprirsi anche spazi elettorali rilevanti, potrebbe diventare il punto di riferimento di un elettorato stanco del Cavaliere ma poco propenso a rivoluzioni o cambi di fronte radicali.

Oggi, martedì 19 luglio, se ne discute a Milano alla presentazione del libro “Il Candidato – tutti conoscono Montezemolo, nessuno sa chi è davvero” (Aliberti), scritto dal giornalista del Fatto Quotidiano Stefano Feltri. A presentare il libro e a immaginare l’Italia dopo Berlusconi ci saranno anche Vittorio Malagutti, sempre del Fatto Quotidiano, Gad Lerner, conduttore de L’Infedele, e Paolo Madron, direttore del giornale on line lettera43.it. L’incontro è alla libreria Feltrinelli di via Manzoni alle 18.