Legionella a parte, nel primo giorno di lavoro dopo la chiusura forzata, in Piazza Liber Paradisus l’aria non è delle migliori. I dipendenti entrano tutti, certo. Ma con sentimenti diversi: tanti sono perplessi, alcuni arrabbiati, altri fiduciosi nei provvedimenti dell’amministrazione. Con loro ci sono, fin dalle prime ore del mattino, i sindacati di base da una parte, il sindaco Virginio Merola, gli assessori e i confederali dall’altra. E dopo le scintille di ieri, i rapporti tra le due parti restano tesi. “È necessario un atteggiamento diverso – commenta il sindaco riferendosi alle dichiarazioni del segretario dell’Usb Massimo Betti – ammetto le critiche ma non le offese”. “Merola l’ha presa sul personale – ribatte Vilma Fabbiani dell’Usb – e le questioni personali vanno risolte faccia a faccia, non nelle sedi istituzionali come ieri”.

E poi ci sono loro, i lavoratori. Passano velocemente, prendono un volantino, si fermano per una sigaretta e due chiacchiere. Ma tutti vanno in ufficio, perché senza concordare uno sciopero anche il più scettico deve entrare per non essere accusato di “interruzione di pubblico servizio”. Anche se i dubbi ci sono ancora.

“Sono perplesso – dice un dipendente sull’uscio della porta – va bene, la legionella non c’è più, ma i problemi ci sono da tre anni e riguardano il ricambio d’aria, non solo i batteri”. Sotto la sua voce quella dei rappresentanti dell’Usb, che al megafono urlano: “È gravissimo che in questi tre anni non sia mai stata fatta la manutenzione delle vaschette dell’impianto di condizionamento”. E minacciano battaglie legali: “Nei prossimi giorni approfondiremo le possibili azioni legali nei confronti dei responsabili delle problematiche di salute delle salute dei lavoratori”.

Nel frattempo Merola accoglie i dipendenti all’entrata, cercando di rassicurarli sulle condizioni della struttura: “Ci stiamo muovendo con puntualità, saranno fatte tutte le procedure per risolvere tutti i problemi alla radice”. Con lui l’assessore alla Sanità Luca Rizzo Nervo: “Abbiamo concordato con la Newco Duc una serie di collaudi e interventi per assicurare una giusta areazione nell’intero edificio”. Fiduciosi nelle azioni intraprese dall’amministrazione la Cgil, secondo cui i prossimi mesi saranno importanti per risolvere anche gli altri problemi di areazione . E Michele Vannini, segretario della Fp-Cgil di Bologna, non nasconde il suo apprezzamento: “Merola, dopo le tante segnalazioni, è stato il primo a sollevare il caso e a prendere provvedimenti inediti e decisivi”.

E proprio nel giorno del rientro il sindaco annuncia che oggi  la giunta si farà lì dentro, nelle stanze delle torri di vetro. E non solo oggi. “Quasi tutti gli assessori lavoreranno qui, è un segnale di vicinanza ai lavoratori – dichiara il sindaco – mi trasferisco anch’io, andrò a palazzo d’Accursio solo il lunedì e nelle occasioni istituzionali. È una decisione definitiva”. Un gesto dal valore simbolico prima di tutto, fatto per ridare fiducia ai tanti dipendenti che da anni lamentano problemi di salute legati alla vivibilità della struttura. Ma anche concreto: “Bisogna tranquillizzare i lavoratori – aggiunge il sindaco – e vivere la stessa situazione che vivono loro. Ci fa bene”. Una notizia che  non sembra  preoccupare lo staff e gli assessori. “Quasi tutti abbiamo già un doppio ufficio – spiega l’assessore alla Salute Luca Rizzo Nervo – in centro la segreteria e in Piazza Liber Paradisus la sede operativa”. D’ora in poi quindi le riunioni della giunta si faranno anche nella torre di vetro, mentre il sindaco userà Palazzo D’Accursio per gli impegni istituzionali e la nuova sede per incontri più riservati.

In poco meno di due ore l’atrio davanti all’entrata si svuota. Restano gli assessori, che arrivano alla spicciolata e si fermano al bar in attesa della riunione della giunta. I dipendenti sono tutti tornati alle loro scrivanie, nella speranza comune che tra un mese, spento il clamore di questi giorni, l’aria non sia ancora irrespirabile.