A Napoli è di nuovo e ancora emergenza rifiuti. Più di duemila tonnellate di spazzatura friggono lungo le strade della città. Per fronteggiare il riacutizzarsi della crisi, stamane il sindaco Luigi de Magistris ha comunicato l’individuazione di un nuovo sito di stoccaggio, a via Brin, in un capannone che fino a poche ore fa ospitava 150 immigrati in condizioni disumane: verranno trasferiti in altre strutture comunali tra via Don Bosco, in via Leopardi, nel quartiere Fuorigrotta, e in via Verticoeli.

De Magistris ha confermato una notizia trapelata nei giorni scorsi: la monnezza napoletana viaggerà via mare verso un paese straniero. All’inizio, partirà una nave a settimana, successivamente, salperanno due navi al mese. “La nostra idea del Paese estero non è come quella di Lettieri – ha detto il sindaco in conferenza stampa – perché lui rappresenta quella politica che vuole un modello del tipo ‘Nave+discarica+inceneritorè che noi, invece, non vogliamo”. E dove andrà la spazzatura? “Non ve lo diciamo perché man mano che andiamo avanti con il piano per rendere Napoli autonoma, stiamo constatando tentativi di sabotaggio contro di noi. Gli impianti si fermano, i quantitativi di flussi sono ridotti e ci sono tentativi di condizionare i lavoratori addetti alla raccolta”. “A fine settimana firmeremo l’accordo – ha affermato – e, allora, comunicheremo il Paese e il costo dell’operazione”. I sabotaggi, secondo de Magistris “sono messi in atto da chi non vede di buon occhio il nostro piano che costituisce una rivoluzione ambientale”. Negli ultimi giorni, sono tornati a incrociare le braccia i lavoratori dei subappalti. E nemmeno nei periodi di crisi acuta come questo, si è riusciti a modificare la prassi di tenere chiusi gli impianti durante la domenica. Circostanze che non hanno certo agevolato lo smaltimento dei rifiuti.

Buone notizie intanto sul fronte giudiziario. Il Consiglio di Stato ha depositato la sentenza che sospende la decisione del Tar Lazio con la quale si erano bloccati i trasferimenti fuori dai confini della Campania dei rifiuti tritovagliati provenienti dagli Stir della Regione. Per il Consiglio di Stato pur “nei limiti della cognizione sommaria caratteristica della presente fase cautelare, appaiono prevalenti le ragioni di favorire lo smaltimento dei rifiuti derivanti da tritovagliatura” e “appare altresì da riconsiderare l’interpretazione data dal primo giudice in ordine alla caratterizzazione di rifiuti speciali e alla libera contrattazione di cui alle norme costituzionali e comunitarie”. Il giudizio di merito è fissato per il prossimo 6 dicembre. La sentenza faciliterà gli accordi con le ditte private disposte a smaltire i rifiuti napoletani e in particolare le frazioni umide e secche degli Stir ormai al collasso, non essendoci più bisogno del visto delle Regioni. Una volta liberati i ‘magazzini’ degli Stir, sarà possibile conferirvi maggiori quantità di rifiuti indifferenziati da trattare. Il provvedimento del Tar, datato 1 giugno, che aveva disposto la cessazione dei conferimenti del materiale trattato dagli Stir della Campania (gli ex Cdr) in un impianto di Taranto, insieme alla manutenzione programmata di una delle tre linee dell’inceneritore di Acerra, fu una delle concause dell’inizio dell’emergenza.

Situazioni critiche anche in provincia, le più gravi a Giugliano, Pozzuoli, Quarto e Castellammare di Stabia. A San Gennaro Vesuviano un ratto ha “assaltato” il carrozzino di una bimba di pochi mesi, ed è stato respinto dai calci della madre. Lo sconcertante episodio è stato denunciato dal consigliere comunale dei Verdi, Angela Giugliano, come rivela un comunicato del commissario campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e del consigliere provinciale del Pd, Livio Falcone. “Quella maledetta bestia sembrava non aver paura di nulla”, ha detto la signora Giugliano. “Il problema del proliferare di topi e insetti dove c’è la spazzatura per strada è gravissimo e va affrontato con determinazione”, ha aggiunto il consigliere Giugliano. Oggi enormi cumuli di rifiuti fanno capolino anche dai marciapiedi nel centro del capoluogo partenopeo: “Il centro di Napoli è ancora sporchissimo, – riferiscono Borrelli e Falcone – con cumuli ammassati anche vicino i pali delle fermate degli autobus come avviene al corso Umberto”. “Da corso Vittorio Emanuele a parco Margherita, fino a via Carducci – proseguono – ci sono cumuli ovunque che spesso ostacolano la circolazione di pedoni e macchine”.