I lavoratori domani rientreranno ai loro posti. Non tutti, però. Dopo la protesta in consiglio comunale dei lavoratori dell’Usb, a cui è succeduto un incontro a porte chiuse con l’assessore alle Comunicazioni Matteo Lepore, la posizione delle rappresentanze di base è incontrovertibile: domani alle 7.30 saranno davanti a Palazzo Bonaccorsi (meglio conosciuto come Liber Paradisus) per invitare i lavoratori a non entrare in un edificio che a loro avviso non è sano né sanato.

“Ci è stato detto che il palazzo è salubre: è un’affermazione falsa”, denuncia Wilma Fabiani, rappresentante Usb al termine di un incontro in cui non hanno “ottenuto niente” – e dichiara: non ci sono ancora stati consegnati dati certi. Per questo non volevamo uscire dalla seduta del consiglio, perché sapevamo che non ci avrebbero detto niente”.

Il volantinaggio servirà a dare tutte le informazioni sulla questione. Resta un edificio che, per quanto salvo dall’infestazione di legionella, mantiene per ora inalterati i difetti strutturali. E resta la richiesta del premio di produttività, che per i dipendenti fa la differenza: “con quegli 800 euro noi paghiamo i debiti, mica ci andiamo in vacanza. Su uno stipendio di 1200 euro, fanno la differenza”, spiega accorata una lavoratrice. “Facciamo cambio – aveva gridato alcune ore prima una collega in consiglio – Provate a vivere per un anno con 1200 euro al mese, e poi mi saprete dire”.

Sono spaventati e arrabbiati i lavoratori che afferiscono alle Usb, e non si fidano più di un’amministrazione, per quanto cambiata nei suoi rappresentanti, che per tre anni non ha ascoltato le loro richieste riguardanti l’ambiente di lavoro effettivamente risultato malato. “Non ci fidiamo e non diamo l’ok”, annuncia la Fabiani, uscita dall’incontro e comunica: “Domattina saremo li a volantinare, poi i lavoratori decideranno”.

Per Matteo Lepore invece, “l’incontro con i lavoratori è stato importante perché abbiamo preso l’impegno di tenerci costantemente informati reciprocamente. La nostra intenzione è quella di lavorare insieme, non certo di quella di cercare una contrapposizione politica. Da domani si riapre, perché i livelli di legionella sono inferiori a quelli che si trovano negli altri ambienti pubblici. L’ambiente è salubre. Ci sono tutte le garanzie per tornare a lavorare – prosegue – Non dobbiamo fare allarmismi”. E anzi: “La nostra è stata una misura precauzionale: negli ospedali le analisi vengono fatte con i dipendenti dentro ”. Sulla protesta riguardante il rifiuto di Merola di sedersi al tavolo con le rappresentanze (a seguito degl’insulti diretti da Betti, Usb), commenta: “dare del delinquente al sindaco non è una modalità consona alle relazioni sindacali. È chiaramente una strumentalizzazione politica. Noi abbiamo da lavorare e anche i dipendenti”. In ogni caso, resta fermo che “il monitoraggio sarà costante, onde evitare il ripresentarsi di qualunque problema”.

Per quanto riguarda la produttività, l’assessore spiega: “ Non è un problema di risorse, è un problema di norme che vanno rispettate”. Infatti: “il dirigente che firmasse un premio di produzione congelato per legge (norma sulle riduzioni di Brunetta), finirebbe davanti alla Corte dei conti”, spiega Giovanni Favia, conigliere del Movimento 5 Stelle, anche lui presente all’incontro. “I lavoratori hanno ragione, sono tre anni che denunciano la situazione, sottolinea Favia. “La cosa più grave che emerge da questa storia – fa notare – è che in tre anni non è stata fatta manutenzione all’impianto di areazione. La noncuranza di chi aveva le responsabilità del caso, lascia pensare che ci sia stato lo stesso atteggiamento anche in altri campi. Io sono otto mesi che sollevo la questione. Va dato atto a questa amministrazione di aver agito non appena ricevuti i dati, ma la società responsabile della manutenzione deve pagare. Non ci sono dubbi. Ricordiamoci che questi giorni di chiusura sono costati 200.000 euro”.