Se il Comune di Parma pensava di coprire un bilancio dissestato a colpi di multe, dato che le telecamere poste all’ingresso delle Ztl dall’anno scorso stanno portando in cassa centinaia di migliaia di euro, dovrà rivedere i suoi piani. Due delle sanzioni elevate ai cittadini (si tratta di 84 euro ciascuna, generalmente) sono infatti state annullate dal Giudice di pace. E tantissimi altri stanno per essere portati avanti dalle associazioni di consumatori. La motivazione? La mancata omologazione dei varchi rispetto alla normativa stilata dal ministero competente.

Il tutto a causa di un codice apposto nei verbali che non corrisponde a quello di omologazione per legge. E un errore di questo tipo inficia la validità del rilievo e determina la nullità del verbale, riporta il dispositivo della sentenza che ha accolto il ricorso.  Uno sbaglio contemplato anche nella delibera del luglio 2010 che ha istituito i varchi a Parma. Ma se l’assessore alla viabilità, Davide Mora, parla di un semplice errore di trascrizione dei codici dei modelli, le associazioni dei consumatori hanno subito chiesto che vengano annullate tutte le multe date fino al momento della correzione di questi codici di omologazione. A loro supporto il fatto che il giudice di Pace abbia condannato il Comune di Parma a pagare anche le spese legali all’automobilista bresciano che ha fatto ricorso, vincendolo: 300 euro (uniti ai 500 di rimborso della sanzione) che dimostrano che l’amministrazione comunale è  in torto.

Insomma, se tutti gli automobilisti che hanno preso quegli anticipatici 84 euro di multa, colpevoli di essere entrati in una Ztl di Parma, facessero ricorso i problemi del Comune potrebbero aumentare. E i 600 milioni di buco sarebbero ancora più duri da coprire, visto che l’amministrazione ci faceva conto. Senza contare che anche la polizia municipale non se la sta passando bene e che il comandante dimissionario, Giovanni Maria Jacobazzi, si trova in carcere da un mese con le accuse di concussione e corruzione: i cittadini non sono più disposti a pagare multe per divieti di sosta sapendo che dentro allo stesso corpo e al Comune c’era chi intascava mazzette da migliaia di euro. Gli unici verbali che si continuano a vedere sono quelli elevati dagli operatori di Infomobility, che possono però multare solo i veicoli che si trovano all’interno delle strisce blu senza aver pagato o in Ztl.

L’assessore Mora però ha voluto lanciare un avvertimento ai tanti cittadini che già si stanno rivolgendo al loro avvocato per fare ricorso alla multa dei varchi: “Sconsiglio di intraprendere azioni del genere, perderebbero soldi e tempo. La sentenza d’annullamento in questione lascia dubbiosi, fondata com’è su un semplice errore materiale di trascrizione. Faremo ricorso”.

L’avvocato dell’automobilista bresciano, Paolo Malavisi, però ci tiene a replicare: Il Comune di Parma l’ha fatta veramente grossa, e l’assessore sarebbe opportuno che si preparasse – dichiara alla stampa -, visto che non lo ha fatto. Se la giunta non è nemmeno capace di scrivere e fare delibere forse è meglio che si dimettano tutti, a cominciare dall’assessore Mora. Esiste già un’altra sentenza di un giudice di pace di Parma, di cui si attendono le motivazioni, che ha dato ragione a un altro automobilista. Già due casi dunque in cui le multe sono state annullate. I dubbi l’assessore se li metta nel cassetto”. I ricorsi vinti quindi dovrebbero essere molti: “Tutti i verbali precedenti la correzione della delibera e che rientrino nei termini di contestazione, possono essere annullati. Se ci fosse una Giunta onesta intellettualmente dovrebbe provvedere lei ad annullarli, ammettendo gli errori, e in via di autotutela revocarli”, conclude Malavisi.

Una tesi supportata anche dalle associazioni di consumatori, a partire da Confconsumatori che ha inviato una lettera al sindaco di Parma, vista la valanga di ricorsi che sta arrivando sulle loro scrivanie: “La pubblicizzazione della sentenza in oggetto ha indotto molti automobilisti a chiedere assistenza per ottenere il rimborso delle somme versate o per sapere come evitare di pagare senza incorrere in sanzioni, avendo ricevuto recentemente la notifica del verbale contente l’errore. Al fine di evitare che i cittadini coinvolti siano costretti ad adire l’Autorità giudiziaria – la quale peraltro, come si legge nella sentenza citata, ha anche disposto che le spese legali relative al ricorso vengano poste a carico del Comune – chiediamo che l’amministrazione voglia, anche in via di autotutela, prendere in esame le posizioni dei cittadini colpiti dalle sanzioni e revocarne i relativi verbali, emessi precendentemente la correzione della rispettiva sigla di omologazione di ciascuna apparecchiatura di controllo. Inoltre, chiediamo il rimborso delle somme già versate indebitamente dai cittadini con modalità da concordare con i singoli aventi diritto”.