NEW YORK – Barack Obama se ne va arrabbiato, mentre l’orologio batte inesorabile le lancette verso il 2 agosto, data ultima per trovare un accordo sul debito americano. Mercoledì, all’ennesimo incontro con i repubblicani per cercare un compromesso su tagli e tassi, il presidente ha perso le staffe, si è alzato, e se ne è andato. Ieri ha dato “dalle 24 alle 36 ore” per decidere. L’estate americana si fa calda è insostenibile, costellata di riunioni che finiscono con un nulla di fatto, e con le “conseguenze catastrofiche” prospettate dalla Federal Reserve sempre più vicine.

Ma quali sono le divergenze tra il partito del presidente e quello conservatore? E quali le conseguenze di una decisione in un senso o nell’altro? Ecco i principali punti al centro delle riunioni della Casa Bianca, con le cifre riportate dal New York Times.

MEDICARE: Questo programma offre assistenza sanitaria ai più anziani con soldi pubblici. L’anno scorso è costato 520 miliardi di dollari. I democratici di Obama hanno allargato la copertura per chi ha più di 65 anni e si prevede che la spesa annuale arriverà a 970 miliardi di dollari nel 2021. La Casa Bianca si è detta disponibile a tagliare qui e lì, per abbassare questa cifra.

I repubblicani hanno presentato diverse proposte. Paul Ryan, del Wisconsin, ha detto che si potrebbe dare ai pensionati non l’assistenza, ma una certa somma di denaro: saranno loro, poi, a decidere come e quanto spendere, acquistando un’assicurazione. Eric Cantor, suo collega della Virginia, ha invece proposto di imporre tariffe più alte alle persone più ricche.

MEDICAID: Questo programma punta invece a curare i più poveri. Nel 2010 è costato 273 miliardi di dollari ma nel 2012, sempre per effetto della riforma, la spesa sarà più del doppio, 560 miliardi. L’amministrazione Obama potrebbe accettare tagli per un centinaio di miliardi, cosa che farebbe arrabbiare diversi democratici, ma che potrebbe trovare il consenso dei repubblicani: Cantor ha proposto una serie di tagli pari proprio a 100 miliardi di dollari per i prossimi dieci anni. Il collega Ryan, invece, chiede di ridurre di più (771 miliardi per il prossimo decennio).

PENSIONI E WELFARE: La cosiddetta “social security” è costata 701 miliardi nel 2010 (un quinto del bilancio degli Stati Uniti), e dovrebbe arrivare a 1.300 miliardi nel 2021. Obama sarebbe disposto a qualche taglio, cosa che ha già scatenato le ire degli anziani d’America. Un repubblicano, Tom Coburn dell’Oklahoma, ha proposto di rivedere i meccanismi per misurare l’inflazione, perché si potrebbe far risparmiare, a suo parere, 110 miliardi per i prossimi 10 anni.

TASSE: Se i democratici sono pronti a fare le barricate per i tagli ai programmi del welfare, altrettanto si può dire riguardo i repubblicani sulle tasse. L’ex presidente George W. Bush aveva varato dei tagli alle tasse che Obama aveva promesso di abolire. In realtà, nel 2010, la Casa Bianca ha deciso di rinviare di due anni l’abolizione degli sconti di Bush. Il presidente vuole rialzare le tasse per i più abbienti dal 2013, e per il momento vuole eliminare alcuni incentivi ai più ricchi (i “proprietari dei jet”, come continua a ripetere), in maniera tale da raccogliere 130 miliardi di dollari. John Boehner, uno dei leader repubblicani, aveva dato un iniziale via libera all’innalzamento delle tasse, che avrebbe portato 1.000 miliardi di dollari nelle casse d’America. Il clamore dei repubblicani è stato tale che ha dovuto rimangiarsi quel che aveva detto.