A terra, lungo le strade di Napoli, amcora ieri ci sono circa duemila tonnellate di rifiuti mentre l’ordinanza del presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, con la quale si dispone il trasferimento delle frazione umida trattata, scadrà domani. C’è però da registrare che gli accordi formalizzati dalla Regione per portare i rifiuti oltre i confini della Campania, l’uno dietro l’altro, dopo le necessarie formalizzazioni, stanno per diventare operativi.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, non ha nascosto la sua preoccupazione. Giovedì della prossima settimana, secondo quanto ha riferito il suo vice, Tommaso Sodano, nel corso dell’audizione alla Commissione ambiente della Camera dei Deputati, incontrerà il premier Silvio Berlusconi. Oggi però De Magistris ha chiesto al governatore della Campania di firmare una nuova ordinanza, “visto che la situazione è peggiorata”, per i trasferimenti fuori provincia. Provvedimento che a Caserta, Benevento ed Avellino non hanno affatto gradito temendo che l’arrivo della spazzatura metta a rischio il fragile equilibrio del ciclo di smaltimento. Il sindaco di Napoli intravede scenari foschi perché a suo dire oggi i trasferimenti fuori non sono avvenuti e “questo significa che domani ci sarà più immondizia per strada”. Ma per il presidente della Giunta regionale questo “è il momento della collaborazione istituzionale, del lavoro tenace e non delle polemiche”.

“La Regione – ha scritto ancora una volta in una nota diffusa ieri il Governatore – ha fatto tutta la sua parte. Abbiamo chiuso accordi con alcune regioni, con altre siamo in via di definizione e quotidianamente sollecitiamo i nulla osta che purtroppo in alcuni casi tardano ad arrivare”. Caldoro, inoltre, ha assicurato che i contestati conferimenti fuori provincia saranno disposti ancora “se le condizioni di legge lo dovessero rendere possibile”. Ma per il Governatore della Campania, per superare la crisi, sono “necessari interventi strutturali e nessuno deve sottrarsi alle proprie responsabilità per avviare anche a Napoli un ciclo che funziona in tutta Italia”. Il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, sempre sentito a Roma, ha detto che l’impianto di compostaggio di Caivano sarà pronto entro la fine di luglio.

Basterà? Sarà in grado di trattare circa 30mila tonnellate all’anno che attualmente vanno fuori Campania con costi non trascurabili? De Magistris parlando con i giornalisti ha spiegato che occorre una collaborazione serrata con la Provincia, per evitare sovrapposizioni ma di “non avere idea” del piano per le cave messo a punto dal commissario Annunziato Vardè. Piano che vedrebbe l’apertura di cinque minidiscariche, di cui alcune in aree già fortemente gravate dalla presenza di sversatoi, di impianti e di aree di stoccaggio delle ecoballe. “So solo che sono progetti per il medio termine – ha detto – Possiamo fare tutti i discorsi ma nell’immediatezza dobbiamo togliere i rifiuti dalle strade”.