La Lega Nord ha, da tempo, superato la soglia di ogni possibile credibilità. Se ne sono accorti tutti, tranne i loro elettori, nonostante malumori di pancia che circolano nella base. Ma il malumore si può placare facilmente, basta brandire qualche spada celtica, spostare due o tre Ministeri al nord (in una sede di enorme importanza storica e artistica ma in totale degrado) e soprattutto alzare un paio di dita medie al solo sentir parlare di Tricolore. Quando si dice a mali estremi, estremi rimedi. Cosa non si fa per riconquistare la fiducia del proprio elettorato (peccato per il banchetto a base di carne di orso sloveno, sarà per la prossima volta).

Tutte iniziative concrete e funzionali a liberare la Padania dall’Oppressor. Ecco, questo è il punto che a me fa schiattare dalle risate. Chi sarebbe l’Oppressor? E’ logico: l’Oppressor è Roma Ladrona. E come liberarsi da Roma Ladrona e dalle sue ignobili ruberie? Niente di più ovvio: ci si fa nominare ministri, sottosegretari, onorevoli, ecc. Insomma, anche se sembra un po’ paradossale, la strategia è chiara: per costruire la Padania Libera, bisogna starsene ben arroccati a Roma Ladrona. Ma mi domando – e sono dieci anni che me lo domando – possibile che nessun leghista si sia mai accorto che la Lega Nord è un partito oligarca e parassita esattamente come tutti gli altri? Che gli onorevoli leghisti sono affamati di poltrone e rimborsi ed emolumenti come i colleghi che onorano formalmente il Tricolore e pensano che la secessione sia una cazzata, se non altro per il bacino di voti assicurati dalla criminalità organizzata? Possibile? Evidentemente sì.

Ma la questione forse qualcuno comincia a porsela (o dovrebbe). Non si tratta più di fare i maggiordomi di Berlusconi, ingoiando qualche boccone amaro, per ottenerne un beneficio finale: il famoso, pasticciatissimo, federalismo, primo passo verso la secessione, e la liberazione della Padania. Qui si tratta di aver tradito palesemente il proprio mandato elettorale. Un partito nato per difendere gli interessi del Nord, ricco e industrializzato (?), di fatto finora ha assicurato soltanto molti benefici economici ai suoi rappresentanti, grazie alla tenace/vorace permanenza a Roma degli stessi (a qualunque costo, appunto).

Se davvero la Lega crede in Roma Ladrona, allora basterebbe che faccia qualche gesto netto e simbolico, come quelli fatti ad esempio dal Movimento Cinque Stelle. Il Movimento Cinque Stelle vuole l’abolizione delle Province: nessun esponente del Movimento si è candidato alle Provinciali. Il Movimento è contro i contributi elettorali: le liste che hanno avuto degli eletti hanno rinunciato ai contributi riversandoli nelle casse dello Stato. Il Movimento è contro la presenza di pregiudicati in politica: tutti gli esponenti sono rigorosamente incensurati. Il Movimento è contro gli assurdi compensi della casta: i consiglieri del Movimento si sono spontaneamente ridotti lo stipendio e hanno lanciato iniziative per costringere gli altri partiti a fare lo stesso. Che la vera Lega, che combatte contro i privilegi e la corruzione di Roma Ladrona, sia in realtà il Movimento fondato da Beppe Grillo?

Ps: A tutt’oggi, mi risulta che esista ancora il reato di vilipendio al Tricolore, spero che qualcuno lo ricordi a Bossi onde evitargli ulteriori incidenti. Perché se davvero il Tricolore gli fa così tanto schifo, al punto di alzare il dito medio come riflesso condizionato appena lo sente nominare, allora forse non dovrebbe starci a Roma, la capitale d’Italia dove il Tricolore abbonda. Non solo per una questione di coerenza (?), decoro (?) e rispetto delle istituzioni (?). Anche per una questione di salute; chi è allergico a qualcosa, in genere, se ne tiene alla larga.