12 anni per iniziare, 21 per finire, in mezzo la bottiglia per annegare il successo: sul red carpet del conclusivo Harry Potter e i Doni della Morte – Parte II (da domani in 1000 sale), Emma Watson s’è lasciata sfuggire una lacrima, non Daniel Radcliffe. Soprattutto per lui, la fine del maghetto è l’inizio di una nuova vita, meno remunerativa, meno famosa, ma più autentica: per spezzare l’incantesimo, s’è messo a bere a 18 anni, a nudo sul palco di Equus, ma non è bastato.

Più che Harry Potter, Radcliffe è (stato) un Peter Pan suo malgrado. Compirà 22 anni tra 10 giorni, e finalmente non dovrà nasconderli: da Shirley Temple a Macaulay Culkin, le star bambine non ammettono crescita, perché gli anni fanno polvere di stelle. Quindi, abbasso le forme, per lei, e abbasso i peli, per lui, finché la morte non apra i propri doni: nell’epilogo, “19 anni dopo” Harry papà può sfoggiare un filo di barba.

Il rasoio nel cassetto, e un sogno tirato fuori: per dirla con Cetto La Qualunque, più pilu per Harry, più pilu per Daniel.