Marina Berlusconi si è detta sconcertata per l’ovvia sentenza che ha confermato, sia pure con un congruo sconto, la multa a carico di Fininvest per aver “scippato” a colpi di mazzette la Mondadori a Carlo De Benedetti. Purtroppo per loro, i giudici dell’appello non sono stati disponibili a farsi inserire nella sentenza un “emendamento ammazza multa”, nè a farsi intimidire dalle tante minacce di queste ore.

Naturalmente neppure questa sentenza, e neppure questa multa serviranno comunque a ripristinare del tutto la legalità violata, dal momento che il malloppo sottratto non sarà restituito ai legittimi proprietari. Berlusconi e i suoi familiari grideranno allo scandalo, ma l’unico vero scandalo resta il gigantesco conflitto di interessi irrisolto che è stato usato e continua ad essere usato per colpire a morte gli avversari, industriali e politici, senza escludere quelli interni, a cominciare dall’odiato Giulio Tremonti.

Adesso appaiono ancora più chiare le ragioni dello scontro tra Berlusconi e Tremonti, altro che le future prospettive dell’Italia! In realtà il ministro si è rifiutato di inserire nella manovra la norma bidone “ammazza sentenza Mondadori”, questo rifiuto ha scatenato la rabbia e la reazione dei mazzieri di Arcore che hanno proveduto a sommnistrare una prima razione di bastonate mediatiche all’ex amico ministro. Tra qualche ora saranno servite le nuove razioni di veleni, anzi si chiederà proprio al ministro di confezionare una norma “ad personam e ad aziendam” per aggirare la sentenza o comunque per attenuarne gli effetti.

Se proprio non si potrà, basterà far calare ancora di due punti gli ascolti della Rai per recuperare il malloppo, sarà una nuova tassa da scaricare sulle tasche degli italiani.

“Con me non userete il metodo Boffo…” avrebbe detto Tremonti a Berlusconi, dal momento che i berlusconiani, tranne Stracquadanio Giorgio Clelio, hanno sempre negato l’esistenza di un complotto contro l’ex direttore dell’Avvenire. Potrebbe il ministro Tremonti spiegare meglio a cosa si riferisce? Anzi già che si trova perché non racconta agli italiani qual mano, manina o manona ha inserito, a sua insaputa, la norma “truffasentenza Mondadori” nella sua manovra economica? Se davvero non vuole restare vittima del “metodo Boffo” il ministro dell’Economia farebbe bene a correre al più vicino posto di polizia e a raccontare tutto, ma proprio tutto.