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Settant’anni, più volte inquisito, folti capelli grigi, occhi furbetti da notabile di provincia su un obliquo sorriso navigato, Umberto Scapagnini, come tutti i professionisti utili alla sopravvivenza del premier (commercialisti, avvocati, notai, igieniste, magnaccia&mign…) è un grande collezionista di cariche politiche in Italia e in Europa. Ma la sua vera missione, l’incarico celeste per cui è stato prescelto fra tanti, è quello di mantenere in vita il mitico apparato sessuale riproduttivo di Silvio Berlusconi.

Finora il paziente è stato messo in grado di accoppiarsi sei volte alla settimana, nonostante l’età, i postumi di un tumore alla prostata, l’aumento del costo della f… e una professione che dovrebbe essere impegnativa. “È un uomo fisicamente e intellettualmente superiore”, spiega il fucking doctor, spartendo i meriti con la natura e con la cultura. Prossimo obiettivo: arrivare a 120 anni nel pieno esercizio della propria potenza coeundi (sul generandi si può soprassedere). E dopo, eventualmente, arrangiarsi con il rigor mortis.

Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2011