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Archivio | di Francesco Serino | 7 luglio 2011

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Sonic compie vent’anni ma l’industria dei videogiochi non è più la stessa

La Sega festeggia il ventesimo compleanno di Sonic, il velocissimo porcospino blu. Il suo creatore Yuji Naka intervistato da ilfattoquotidiano.it racconta come sono cambiati i videogiochi da quando è nato il suo personaggio ad oggi e come l'industria occidentale ha superato quella giapponese.

C’è stata un’epoca in cui tra i personaggi più famosi del mondo, tra il Mickey Mouse della Disney e Super Mario, c’era anche Sonic The Hedgehog. Il porcospino blu della Sega ha appena compiuto venti anni di onorata carriera. La mascotte nata per contrastare il successo del baffuto idraulico Nintendo, è stata dotata di una velocità fuori dal comune solo per dimostrare che il processore del Sega Megadrive era ben più performante della concorrenza. Sega non ha perso l’occasione per festeggiare, invitando a Londra tutti i padri di Sonic, dal suo ideatore Yuji Naka all’attuale tutore, Takashi Izuka, al lavoro su quel Sonic Generation che entro la fine dell’anno dovrebbe rilanciare il personaggio su Xbox360 e PlayStation3 con una giocabilità finalmente all’altezza del passato.

Un’ottima opportunità per avvicinare sviluppatori spesso irraggiungibili e fare insieme il punto della situazione su un mondo, quello dei videogiochi, in costante cambiamento. Una lenta e inesorabile trasformazione che in Giappone sta avendo risvolti profondi. Per il paese che ha scelto Godzilla per archiviare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, i grandi robot per difendersi dalle ideologie della Guerra Fredda e i videogiochi per cavalcare la rivoluzione elettronica degli anni ’80, scoprire di non essere più il mercato di riferimento è stato un colpo duro.

Nel giro di cinque anni il Giappone si è infatti ritrovato senza idee e senza i mezzi per rivaleggiare con l’industria dei videogiochi occidentale, capace oggi di sfornare non solo software di qualità ma anche hardware in grado di intaccare la popolarità di colossi come Sony e Nintendo. Sega è stata la prima a gettare la spugna, la sua ultima console risale al 1999 (il Dreamcast) e oggi si avvale sopratutto di sviluppatori occidentali per riempire il suo portfolio. Yuji Naka, dopo aver sfornato capolavori come Sonic The Hedgehog, NiGhTs Into Dream e la serie Phantasy Star, ha abbandonato la compagnia dopo la disfatta nel campo hardware, in cerca di un’indipendenza mai del tutto decollata, una storia molto simile a tanti altri talentuosi sviluppatori giapponesi. Ci sediamo con lui per scambiare quattro chiacchiere sull’argomento.

Chi era Yuji Naka quando ideò Sonic e chi è oggi?
Yuji Naka: Venti anni fa ero un semplice programmatore che poteva creare solo giochi per le console Sega. Oggi sono libero di lavorare su ogni tipo di hardware, di sperimentare, di creare  giochi di qualsiasi genere. In più ho la mia esperienza, che sfrutto per ottimizzare al meglio la creatività.
Negli ultimi anni, grazie anche ad Apple e al suo Appstore, i videogiochi più semplici sono tornati ad essere i più popolari. Persino l’ultimo titolo dedicato a Sonic sembra riproporre una struttura molto simile a quella dei primi anni novanta. Dobbiamo tornare indietro per immaginare un nuovo futuro?
La semplicità di quei giochi dava la possibilità agli utenti di capire subito cosa fare per vincere e cosa non fare per evitare di perdere, delle regole chiare sono per me la chiave del divertimento. Ecco perchè molti titoli, riscoprendo la semplicità del passato, stanno riscuotendo così grande successo oggi.
Ma la semplicità è sempre una scelta? Apple ha creato un nuovo tipo di business, con applicazioni e videogiochi che partono da 79 centesimi. Una simile novità ha avuto un enorme impatto nel mercato videoludico, minacciando anche le nuove console portatili Nintendo e Sony, ancora legate a prodotti più complessi ma anche più costosi. Cosa ne pensi da sviluppatore?
Il calo di prezzi è sicuramente una cosa buona per gli utenti, ma da sviluppatore questo significa non avere il tempo per sviluppare un titolo davvero buono. E questa situazione mi rende triste, sarebbe bello poter sfruttare questo mercato per qualcosa di davvero sorprendente.
Una novità in qualche modo legata al lento declino degli sviluppatori giapponesi? Molti dei tuoi colleghi hanno espresso preoccupazione al riguardo e come te hanno lasciato la propria compagnia per cercare il successo da indipendenti. Cosa pensi dell’industria videoludica giapponese?
Tra i problemi c’è proprio l’incapacità dei nostri sviluppatori nell’adattarsi a questi nuovi mercati. Inoltre, a un certo punto, penso che i giapponesi abbiano iniziato a inseguire i gusti occidentali, tralasciando elementi della nostra cultura che un tempo spopolavano in tutto il mondo.
E poi venivano creati personaggi come Sonic, giocavamo immersi in cieli blu, morbide nuvole bianche, mentre oggi passiamo le serate a spararci l’uno contro l’altro per vincere guerre virtuali. Cosa ‘è successo agli sviluppatori e ai videogiocatori, quando sono cambiati i nostri gusti?
Probabilmente questo dipende dai giocatori che un tempo erano quasi tutti adolescenti e oggi, al contrario, sono cresciuti e cercano nuove esperienze. Il realismo inoltre è un fattore importante per la visibilità di un nuovo videogioco, la capacità di generare una grafica sempre più dettagliata ha fatto il resto. Io continuerò a creare giochi con personaggi divertenti e spensierati.
Il recente terremoto in giappone ha cambiato qualcosa nel vostro modo di pensare e sviluppare videogiochi?
Non penso che gli eventi possano aver influito sul nostro modo di pensare. Penso anzi che non ci siano stati grandi cambiamenti, fino ad ora. Sicuramente oggi più che mai sento il bisogno di creare giochi che rendano felice chi li usa.
Nintendo ha presentato il WiiU, Microsoft probabilmente rivelerà la sua prossima console nel 2012 e poi sarà il turno di Sony. Cosa ti aspetti da questi nuovi hardware? Nintendo sarà capace di ripetere il successo del Wii? E che ne pensi dei motion controller come Move e Kinect?
La cosa più bella dei videogiochi è la possibilità di interagire, cosa impossibile con i film. Penso che sia davvero una cosa positiva se queste nuove console in arrivo faranno un passo ulteriore verso nuove forme di interazione. Sono molto curioso di vedere cosa accadrà.
Chi è oggi il game designer che ammiri di più?
Non può che essere Shigery Miyamoto (il creatore di Super Mario). Il suo contributo all’industria dei videogame è straordinario.
Cosa possiamo aspettarci da Yuji Naka nel prossimo futuro?
Oggi abbiamo rilasciato un nuovo gioco per iPhone chiamato “PD – Prope Discoverer” che utilizza l’Unreal Engine. Con la mia compagnia ci stiamo concentrando sopratutto su progetti per iOS.

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