“No a ritiri unilaterali”. Con queste parole il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha ribadito la sua contrarietà alle posizioni della Lega che ieri aveva chiesto il ritiro dei nostri contingenti dalla Libia e dall’Afghanistan.

“Together out or together in”, ha sottolineato il Colle per ribadire come decisioni di questa portata vadano prese di concerto con le cancellerie alleate e soprattutto con le Nazioni Unite.
Napolitano ha parlato durante una conferenza stampa con il presidente della Repubblica federale tedesca Christian Wulff, dopo poche ore l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del rifinanziamento delle missioni militari oltre confine. Il decreto, che prevede la riduzione di 120 milioni di euro e di 2mila uomini, è passato all’unanimità e alla fine anche la Lega, il partito più scettico sulla bontà dell’impiego delle nostre truppe nei teatri operativi all’estero, si piegata.

Peccato che anche su questo tema il Colle abbia voluto far sentire la propria voce: “La riduzione dei contingenti è solo un’ipotesi”. Quello su cui si può discutere è invece di come ridurre i costi dell’impegno militare italiano nelle missioni internazionali. Il Consiglio superiore di Difesa ieri ha ribadito l’importanza della partecipazione italiana, semmai, come ha ricordato l’inquilino del Quirinale, si può ragionare su come ridurre i costi. “Ritiriamo l’ammiraglia Garibaldi dal fronte marittimo in Libia, ma senza nulla togliere alla continuità della nostra partecipazione”, ha detto il Capo dello Stato a mo’ di esempio.
Durante la conferenza stampa, i giornalisti gli hanno anche chiesto un commento alle affermazioni di Berlusconi sulla sua contrarietà all’intervento contro Tripoli, ma Napolitano è stato perentorio: “Non parlo delle affermazioni dell’esecutivo o dei ministri”.

Nonostante il Capo dello Stato non abbia voluto commentare direttamente le dichiarazioni del premier, il messaggio all’esecutivo è arrivato forte e chiaro. Nessuna decisione a patto che non sia prima condivisa con gli alleati.

Con buona pace della Lega e delle dichiarazioni del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che nel corso di una conferenza stampa aveva anche dato le date del rientro di parte delle nostre truppe: “Mille uomini rientreranno entro il 30 settembre 2011, mentre gli altri 1.078 entro il 31 dicembre 2011”. Sono solo ipotesi. Almeno secondo Napolitano.