Magro bilancio per la prima Notte Verde, la ronda antidegrado in salsa bolognese organizzata dalla Lega Nord. Ieri sera a pattugliare un sonnecchiante quartiere San Donato, c’era solo una ventina di leghisti, tra semplici militanti e consiglieri del Carroccio. A poco è servito l’appello lanciato su Facebook per chiamare a raccolta i bolognesi e “liberare tutti insieme la città da spacciatori e balordi”. Di cittadini venuti apposta per il presidio neanche l’ombra.

Il gruppo, armato di bandiere, ha passeggiato per via del Lavoro e per i sentieri del parco adiacente distribuendo volantini, tra gli sguardi a volte indifferenti, a volte interessati e compiaciuti dei residenti. Alla testa il leader Manes Bernardini, che si è detto soddisfatto perché “grazie al nostro arrivo oggi il quartiere sembra diverso dal solito e può finalmente vivere qualche ora di tranquillità”. In effetti, nelle due ore di ronda, di spacciatori ed episodi di microcriminalità non se ne sono visti. “Per forza – ha commentato l’ex candidato sindaco – insieme a noi sono arrivati vigili e agenti di polizia, e loro sono un deterrente forte per chi vuole delinquere”. Va detto che ormai, dopo gli atti vandalici alla sede elettorale, le proteste contro l’arrivo di Maroni in campagna elettorale, e le aggressioni di qualche giorno fa a colpi di monetine e sputi, la squadra bolognese del Carroccio non fa un metro senza portarsi dietro una schiera di uomini delle forze dell’ordine. E infatti lo slogan scelto per le Notti Verdi è “Arriva la Lega con la polizia e facciamo pulizia almeno per una serata!

Differenti tra loro le reazioni da parte dei residenti al passaggio della comitiva. C’è chi ha applaudito dal balcone, chi li ha incoraggiati, chi ha osservato incuriosito per qualche minuto per poi defilarsi, e chi, infine, l’ha buttata in politica accusandoli di “aver fatto per anni i servi di Berlusconi”. “La cosa peggiore è la rassegnazione che vedo nella gente – ha detto il consigliere comunale Mirca Cocconcelli – i cittadini invece dovrebbero partecipare, uscire allo scoperto. Solo così possiamo cambiare le cose”. Tra un volantino e una stretta di mano, la donna si è dimostrata la più battagliera e attiva del gruppo. Durante la camminata, infatti, ha cercato di far cambiare idea anche al più diffidente degli anziani seduti nei bar di via del Lavoro.

Quello di San Donato è stato il primo dei presidi antidegrado organizzati dalla Lega per “sensibilizzare l’amministrazione comunale sui problemi legati alla sicurezza, che i cittadini devono affrontare ogni giorno”. Le prossime tappe potrebbero essere alla Bolognina e a Borgo Panigale. “Noi ci muoviamo in base alle segnalazioni che riceviamo dai cittadini – ha detto Bernardini – Dove hanno bisogno andiamo. Speriamo che chi ci critica cominci a prendere quest’iniziativa sul serio. Perché il sindaco Merola e l’assessore Monti non vengono a fare un giro nelle periferie di Bologna?”.

Il leader del Carroccio non è nuovo alle ronde, come del resto la città di Bologna. Nel maggio 2008, nel pieno della “ronda-mania”, Manes è stato uno degli sponsor politici dei City Angels, l’associazione che a quel tempo sbarcava sotto le Due Torri proprio mentre in città nascevano gruppi anti-degrado di tutti i tipi: dalle ronde di Alleanza Nazionale a quelle degli studenti.

I City angels, attivi da anni a Milano e di altre città, fanno volontariato anti-degrado vigilando sulla sicurezza dei cittadini (fanno anche corsi specifici di auto-difesa e son vestiti come Vigilantes), offrendo anche aiuto ai senzatetto. Per la loro prima uscita bolognese furono “scortati” proprio da Bernardini allora astro nascente leghista, che approfittò per farsi una bella pubblicità a fianco dei baschi blu (e oggi a volantinare per la Lega, c’era uno degli Angels bolognesi del 2008).

L’esordio degli Angels, che rimasero attivi in città per meno di due anni, fu anche oggetto di una pesante contestazione in piazza Verdi, zona universitaria, da parte di studenti ed esponenti dei centri sociali e si sfiorò la rissa.