Il rialzo dei tassi deciso oggi dalla Bce è “reso necessario dai rischi in aumento per la stabilità dei prezzi”. Così il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha commentato in conferenza stampa il largamente atteso passaggio dei tassi di interesse dall’1,25% all’1,5%. La Bce – ha aggiunto Trichet – “seguirà da molto vicino” gli sviluppi inflazionistici aggiungendo che la politica monetaria “resta accomodante”. Per il futuro il presidente della Bce non si sbilancia: “Prenderemo le decisioni giuste al momento opportuno”. “La crescita economica nell’area euro continua ad essere positiva, ma l’incertezza resta elevata” ha commentato.

Per il presidente della Banca centrale europea, che in autunno sarà sostituito dall’italiano Mario Draghi, la conferenza stampa di questo pomeriggio è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione economica dei paesi europei più soggeti al rischio default portato dall’alto deficit pubblico. In particolare Portogallo e Grecia, senza dimenticare un passaggio sulla manovra appena varata dal governo italiano.

Sulla situazione della Grecia, il presidente della Bce ha negato la possibilità di voler accettare un default selettivo: “Diciamo no. La responsabilità dipende dal Governo e dai membri dell’Eurogruppo ai quali spetta discutere con gli interessati nelle circostanze attuali. Noi prendiamo delle decisioni che implicano 331 milioni di cittadini. Prendiamo delle decisioni con prudenza e determinazione. Esortiamo tutte le Autorità a fare quello che conviene nelle rispetto delle proprie responsabiltà”.

“Nella giusta direzione” vanno invece la politica irlandese e quella italiana, mentre un passaggio più duro è stato dedicato al Portogallo e al recente declassamento del rating (al rango di junk, spazzatura) operato da Moody’s: “Nella finanza mondiale non è auspicabile un piccolo gruppo oligopolistico – ha commentato – c’è in corso una riflessione, un cantiere aperto”.