Siccome i tempi che stiamo vivendo mi portano a un senso di abbandono che si stempera nella nostalgia, siccome sono esterrefatto dalla stupidità umana, dei potenti e dei politici… (sai la novità) ho reagito nell’unico modo che conosco: incazzandomi. Poi ho respirato, ho contato fino a dieci e mi sono riincazzato (si può dire?) e il pomeriggio è volato… leggendo… molto per lenire le ferite.

Stavo leggendo, il fighetto di sinistra con arie intellettualoidi d’estate lo fa, un libro sulla  “notte dei morti viventi” di George Romero… sarà stata Roma, dove sono a lavorare, con i suoi languori di fine impero o sarà stata l’aria calda e quel senso di inutilità che la fine della scuola si porta dietro, quell’essere, tipico dei cinquantenni, sempre lì a ricordare le lunghe estati passate all’oratorio fra l’oleandro e il baobab, dove con un pallone e due ghiaccioli al giorno zzzzzzzzzzzzzzzzz… ma stiamo già dormendo, o forse sono state le città che visito che si svuotano nei weekend… O forse una rabbia montante mai sopita contro il diversamente alto (il nano-B) che si stempera in un “ma posso sempre incazzarmi con il mondo?”…

Sia quel che sia, leggendo Romero e le sue parole e le parole di altri su di lui un poco ho capito… anche le parole di Calamandrei agli studenti e i suoi saggi sulla politica mi hanno fatto capire.

So cosa state pensando: Bebo, che cazzo ti sei fumato? E soprattutto, ne hai ancora?

Però ho capito. Travolto dall’indignazione alle reazioni della stampa e delle televisioni ai fatti della Val di Susa nonché alle parole dei politici. Ai foschi scenari che, ricordando Genova, si prospettano, ho pensato che in fondo sia Romero che Calamandrei avevano già scritto tutto. Capito tutto.

Il vate dell’horror, che aveva cambiato la percezione dell’orrore, salvandolo dal gotico (cito Carpenter) e sdestrizzandolo (si può dire?) salvandolo dall’abbraccio ancor più mortale della destra, aveva a suo modo capito il male della società americana, in pieno Vietnam, e il crollo dei suoi pilastri: la famiglia, l’autorità costituita, il consumismo. Ma sopra ogni cosa aveva trovato la soluzione a quei mali e a quei nemici: i politici i militari ed i lobbysti…

Il cannibalismo. La società civile, risorta dalla tomba e dal sonno eterno imposto dalla televisione e dal benessere, avrebbe mangiato se stessa e i suoi nemici, si sarebbe divorata e avrebbe divorato i suoi modelli: menzogna, prepotenza, manipolazione della verità, furto del bene pubblico. in una parola, risorgendo dai sepolcri polverosi e da una morte dell’anima, il popolo, avrebbe fatto giustizia e si sarebbe opposto ai soprusi di una classe dirigente e politica ottusa, inadeguata e cialtrona… avrebbe detto basta! Ora noi decidiamo di vivere di nuovo e decidiamo ancora del nostro futuro della salute nostra e dei nostri figli, fregandocene dei vostri affari e dei vostri appalti criminali…

Così, come Romero raccontava, gli ultimi simulacri di ipocrisia e di perbenismo coatto sarebbero stati divorati e digeriti, per essere poi espulsi in un secondo tempo e dimenticati.

E veniamo a Calamandrei, vi sia d’insegnamento ciò che diceva questo costituzionalista, se una classe politica corrotta ed incapace impera nel paese, in fondo è, di quel paese, un’espressione.

Volete cambiare il Parlamento, il Senato la presidenza della Repubblica e le strutture burocratiche della nazione? Cambiate voi stessi! o tornate sotto due metri di terra, a dormire!

E non vi lamentate. Lasciate che altri decidano per voi… (la musica sfuma e si fa lontana, sale la nebbia fra le lapidi del cimitero… titoli di coda).