C’era un’associazione “culturale” che svolgeva attività commerciale con i registratori di cassa spenti, con i conti sballati tra soldi incassati e scontrini rilasciati. Ce n’era un’altra che addirittura non si faceva mancare alcune “intrattenitrici”, ma pure un bar sprovvisto di cassa e con una vita ‘associativa’ a senso unico: quello degli strip-tease.

Sono solo alcuni dei casi appena scoperti con l’operazione “Costa Brava”, il blitz condotto durante la Notte Rosa sulla riviera emiliano-romagnola, in scena da venerdì a domenica scorsi, dagli ispettori dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna e della Siae-Direzione regionale Emilia-Romagna.

Nel corso della giornata del primo luglio sono stati passati al setaccio da Comacchio a Cattolica, trantaquattro esercizi commerciali tra bar, locali, pasticcerie, stabilimenti balneari e piadinerie nelle province di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Le verifiche incrociate degli 007 del Fisco e degli uomini della Siae hanno riscontrato la mancata emissione dello scontrino fiscale nel 50% dei soggetti coinvolti nell’operazione. Insomma, quella di venerdì è stata una bella notte di controlli.

Le indagini sono ancora in corso e gli operatori tremano: chi risulterà recidivo, rischia la chiusura. A Rimini, ad esempio, c’era già chi a poche ore dall’inizio della Notte Rosa aveva ‘generato’ una differenza tra incasso reale e scontrini pari ad almeno 400 euro. Studiando gli accessi nei confronti di due bar in particolare, infatti, Agenzia delle Entrate e Siae hanno rilevato che i conti non tornavano affatto.

Spostandosi più a sud, a Riccione, è stata scovata un’associazione culturale solo sulla carta: in realtà, era un night bello e buono. La task force Agenzia-Siae ha capito presto che si trattava di “una vera e propria attività commerciale con tanto di intrattenitrici, un bar sprovvisto di cassa e senza alcuna traccia di vita associativa che non fossero gli streap-tease”, fanno sapere gli ispettori. In questo caso, la sanzione andrà con ogni probabilità oltre una semplice multa.

Nel Cesenate, invece, la metà dei locali controllati aveva “dimenticato” di emettere lo scontrino: “In un caso il registratore di cassa è stato trovato addirittura spento, secondo il proprietario a causa di un guasto al cavo di alimentazione”, riportano Agenzia delle Entrate e Siae. In linea pure diverse attività commerciali della provincia di Ravenna: in tre casi, infatti, i funzionari dell’Agenzia hanno constatato la mancata emissione dello scontrino.

Va detto che 34 controlli su circa 100 chilometri di costa adriatica sono pochini, anche se non è affatto detto che la tendenza ‘un locale irregolare su due’ non possa essere la proiezione dell’andamento generale.

Alla vigilia della notte rosa erano i commercianti che chiedevano di non avere tra le scatole gli abusivi, anche se dopo l’indagine della finanza parecchi di loro si sono comportati come fossero “abusivi”. Forse è per questo che, fino ad ora, categorie economiche e istituzioni non si stanno stracciando di certo le vesti per il report degli ispettori. Lo dimostra la reazione dell’assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli. Galli, assessore di un ente che per la Notte Rosa ha sborsato 450 mila euro (due anni fa erano 560 mila) sul milione abbondante di finanziamento pubblico complessivo, in questi giorni ha attaccato chi, proprio come le associazioni dei commercianti, ha criticato il “Capodanno della riviera” senza aver offerto un euro di contributo.

“Ben vengano i controlli, ma sappiamo che le irregolarità si possono trovare in qualunque mese dell’anno. Insomma, non credo che esista una correlazione diretta tra l’evento Notte Rosa e l’esito dell’operazione di Agenzia delle Entrate e Siae”, commenta l’assessore provinciale.

Anche le categorie a Rimini e provincia (un territorio presente con sette casi tra i 34 individuati complessivamente dagli ispettori) non sembrano esattamente convinte delle dinamiche dell’operazione “Costa Brava”.

La Confesercenti provinciale, per bocca del direttore Mirco Pari, dice che quelli in ballo “non sono dati scientifici: come si stabilisce un valore di cassa ‘percepito’? Facendo le solite medie dalla gente ai tavoli? Ho i miei dubbi, non credo che il report del Fisco e della Siae debba essere preso necessariamente per oro colato. Poi è chiaro: chi sbaglia deve pagare, le regole vanno seguite”. Il presidente della Confcommercio provinciale, Alduino “Richard” Di Angelo, fa presente che “durante una serata come quella della Notte Rosa, come dire, può capitare che si facciano degli errori, spesso i locali sono pieni e qualcosa può anche scappare. Detto questo, gli scontrini vanno fatti, ci mancherebbe. Le regole si rispettano perché gli abusi deprimono l’attività di chi opera a norma di legge”.

Sia Pari sia Di Angelo, comunque, ricordano che il vero problema anche e soprattutto in chiave Notte Rosa è quello degli ambulanti abusivi che stazionano lungo vie, spiagge e piazze offrendo a modo loro bibite e alcolici gelati: “Ormai si tratta di un fenomeno generalizzato e organizzato, contro cui chiediamo alle istituzioni e alle autorità un impegno sempre maggiore e puntuale”, è il coro. Di Angelo, in particolare, qualche giorno fa ha avvisato il neo sindaco di Rimini Andrea Gnassi: o fate qualcosa di concreto contro gli abusivi mantenendo gli impegni, o noi non sosteniamo più il vostro “Capodanno”.