“Le disponibilità finanziarie sono ridotte”. Per questo è necessario “procedere a ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti”. Il linguaggio è quello asettico e formale dei comunicati, ma la sostanza è chiara. Nella riunione di oggi del Consiglio supremo di difesa, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso la sua posizione riguardo al ruolo dell’Italia “a sostegno della sicurezza e della stabilità internazionale”. Un impegno definito “cruciale”, ma destinato a ridimensionarsi per le minori capacità economiche del Paese.

Il Consiglio ha valutato anche la situazione più calda, quella relativa alla crisi libica, “che riveste particolare interesse per l’Italia” Al riguardo – spiega la nota diramata dal Quirinale – “è stata sottolineata l’opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell’Onu”. Insomma, d’accordo l’impegno in Libia, ma ancora più importante stabilire cosa si farà in quel Paese una volta che terminata la guerra.

IEsaminato durante la riunione anche lo stato della cooperazione internazionale in materia di sicurezza e difesa, “verificando le opzioni percorribili per realizzare concretamente, in seno alle Organizzazioni Internazionali e innanzitutto in seno all’Unione Europea, le economie di scala e strutturali necessarie per far fronte efficacemente e a costi sostenibili alle crescenti esigenze di governance globale”.

Nella medesima prospettiva, è stata evidenziata la necessità che, “per eliminare fonti di spesa non strettamente rapportabili all’assolvimento dei compiti primari dello strumento militare, si porti avanti concretamente e si intensifichi il processo di razionalizzazione delle Forze Armate. La prossima riunione del Consiglio supremo di difesa è stata fissata per il giorno 23 novembre 2011”.

Il vertice si è svolto alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del ministro per gli Affari esteri, Franco Frattini; del ministro per l’Interno, Roberto Maroni; del ministro per l’Economia, Giulio Tremonti; del ministro per la Difesa, Ignazio La Russa; del ministro per lo sviluppo economico, Paolo Romani; del Capo di Stato Maggiore della difesa, generale Biagio Abrate. Presenti anche il sottosegretario Gianni Letta, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra e il Segretario del Consiglio supremo di difesa, generale Rolando Mosca Moschini