Con tutta evidenza, la nuova manovra Tremonti varata questa settimana dal governo non risolve minimamente i problemi economici dell’Italia (fra i quali ricordiamo lo spaventoso debito pubblico, la crescita zero e il costo delle zucchine). Le cose vanno così male che in Grecia temono di fare la nostra stessa fine. Qui ci vuole una nuova politica economica, che prenda provvedimenti radicali e concreti. Io ho delle proposte (ho fatto lo scientifico):

1. Tassa unica.
E’ universale: a nessuno piace pagare le tasse. Chi darebbe via volentieri i propri soldi? Nessuno; tranne che i soldi non siano bronzini o ramini. In tal caso, la gente non vede l’ora di liberarsene. Gli 1, 2, 5 centesimi di Eeuro stanno sul culo a tutti: sono inutili, non ci si compra niente, e prima di farci 1 euro ti si sfondano le tasche. Se lo Stato chiedesse come imposta ai cittadini solo bronzini e ramini non ci sarebbe evasione; anzi, per la prima volta i cittadini darebbero volentieri i soldi allo Stato – per giunta spicci.

2. Statalismo.
Non è tempo di una politica liberista. Ecco perché invito a fare un passo indietro rispetto alle privatizzazioni, e a statalizzare la Mafia con i suoi 135 miliardi di fatturato. Con una Mafia di Stato, il pizzo verrebbe direttamente versato nelle casse dell’erario. Agli scettici, ricordo che c’è già un accordo fra Stato e Mafia: lo Stato in passato ha istituzionalizzato la Mafia, ora è tempo che chieda in cambio una Mafia pubblica.

3. Pensioni.
Inutile girarci intorno: non ci sono i soldi per pagare le pensioni. La vita media si è allungata, le aspettative di vita sono in costante aumento e il sistema previdenziale non ce la fa, è al collasso. L’unica soluzione è ridurre drasticamente la vita media degli italiani: far morire gli uomini a 70 anni e le donne a 65. L’obbiettivo sarebbe economicamente sostenibile e facilmente raggiungibile nel giro di una legislatura: basta investire nella malasanità (per esempio con ulteriori tagli al sistema sanitario), proseguire con le politiche di promozione dell’inquinamento atmosferico e ambientale, e disincentivando i controlli alimentari. Così facendo, lo Stato non solo avrà cittadini morti dopo 40 anni di contribuzione, ma l’avrà anche fatto sembrare un incidente.

Il Misfatto, 3 luglio 2011