Sono stati avvertiti da una fonte confidenziale e così gli uomini della squadra mobile di Bologna, al comando del vice dirigente, Gian Luigi Corroppoli, hanno deciso di intervenire subito. Hanno quindi raggiunto un piccolo centro degli Appennini in provincia di Bologna, un borgo alle porte di Rioveggio, hanno atteso che tre persone rientrassero nell’abitazione in cui alloggiavano e hanno fatto irruzione.

Una volta all’interno, appoggiato su un tavolo, hanno trovato un Ak74 con il calcio pieghevole, una versione modificata del più noto kalashnikov (sempre di fabbricazione sovietica), avvolto in un panno e in fogli carta. Inoltre gli agenti della questura del capoluogo hanno sequestrato 154 proiettili calibro 5,45×39, sei caricatori vuoti, un silenziatore, un visore per le lunghe distanze e un paio di manette.

Procedendo nella perquisizione sono stati rivenuti anche 400 grammi di hashish chiusi in ovuli termosaldati e 25 mila euro in contanti. I tre occupanti dell’abitazione sono stati arrestati. Si tratta di Sacha Fortuna, 32 anni, nato a Vibo Valentia, in Calabria, e residente a Monzuno, nel bolognese, sua moglie, Caterina Cutrullà, 33 anni, di Vibo, e Pierluigi Sorrentino, 21 anni, originario di Orzinuovi (Brescia) e trasferitosi in Calabria. Per tutti i reati contestati sono di detenzione d’arma di guerra e di sostanza stupefacenti.

Al momento i tre non hanno fornito spiegazioni in merito al fucile d’assalto, perfettamente funzionante e a cui era stata abrasa la matricola. Gli investigatori stanno lavorando per capirne l’origine e come mai fosse nella disponibilità. Dai precedenti dei due uomini risulta qualche trascorso giudiziario di poco conto e, allo stato, non sembrano essere legati a cosche della criminalità organizzata. Nulla dunque che possa giustificare la presenza dell’arma e di tutti gli accessori rinvenuti. Altri accertamenti sono in corso e si attendono i risultati delle perizie balistiche per capire se quel fucile abbia già sparato in passato.