Udienze sospese per… troppo caldo. Succede a Ferrara. Dove da ormai un anno a questa parte, con il sopraggiungere dei mesi estivi, il clima a palazzo di giustizia diventa torrido. Nel senso prettamente climatico del termine. Il sistema centralizzato che fa funzionare i compressori presenti in ogni stanza è da sostituire. Ora i termoconvettori gettano fuori aria calda. E questo in stanze esposte al solleone per l’intera giornata, senza sfoghi né aperture, come l’aula E al piano terra. Ma anche la C e la D al primo piano sono tra le più temute dagli addetti ai lavori, dove cemento armato e plexiglass creano una cappa da togliere il fiato.

“Siamo costretti a stare fino a dieci ore al giorno in un’aula con temperature che si avvicinano ai 40 gradi, senza una finestra, senza un ricambio d’aria e con la toga addosso”, lamentano gli operatori della giustizia, rimarcando il fatto che “diventa impossibile, per avvocati come per i pm o i giudici, rimanere con la mente lucida. E in luoghi dove si decidono le sorti di una persona è preoccupante”.

Una situazione divenuta insostenibile a tal punto che questa mattina è stata affissa sulla porta delle aule un’ordinanza firmato dal presidente del tribunale Pasquale Majorano. “Viste le condizioni ambientali delle aule – si legge nel foglio -, dove si raggiungono temperature a volte insopportabili, il presidente autorizza sin da oggi i giudici a sospendere o rinviare le udienze nel momento in cui si dovessero verificare condizioni ambientali inaccettabili per il decoro e la salute della gente”. Detto fatto. Questa mattina la colonnina di mercurio è diventata arbitro di giustizia e diversi giudici hanno alzato bandiera bianca.

Conseguenza immediata è stato lo sfogo del presidente della camere penali ferraresi, che ha promesso di inviare subito un fax di protesta al ministro Alfano. “A Roma si disinteressano completamente di questa situazione – sbotta l’avvocato Franco Romani -, che provoca un rallentamento della giustizia insopportabile. Il Comune potrebbe intervenire subito, ma lo stanziamento dei 30mila euro necessari è bloccato a causa del patto di stabilità. Sono questi i problemi veri che dovrebbero essere tenuti in considerazione, non altri”.

Segnalazioni a chi di competenza ce ne sono state. L’ufficio manutenzione del Comune era inizialmente intervenuto con l’intenzione di sostituire un compressore non funzionante della macchina refrigerante dell’impianto di climatizzazione. “L’operazione si è dimostrata difficilmente praticabile -fanno sapere da palazzo municipale – pertanto si è optato per l’installazione provvisoria di una seconda macchina refrigerante da collocare nel cortile del tribunale”.

Si tratta di una soluzione tampone che verrà realizzata entro mercoledì della prossima settimana, come assicurano dal Comune. Ma solo a settembre – al termine del periodo estivo – “sarà completamente ristrutturato l’intero impianto refrigerante”.

Fino ad allora lo scenario quotidiano del tribunale sarà quello di sempre: corpi esasperati dall’afa, fazzoletti che corrono alla fronte, fogli improvvisati ventagli, camicie madide. E qualche ambulanza che arriva a soccorrere un anziano che si sente svenire.