L’essenza della politica, la ciccia, non sta nei lauti stipendi da parlamentare e neppure nel gratis del potere; non nel defatigante arruspo di cariche e prebende né nel rischioso uso di mondo dell’impiccio e della corruzione. L’essenza della politica sta in quella coniugazione dei valori agli ideali che è il rimborso elettorale, un bancomat che sputa fuori i soldi solo perché esisti ed è consustanziale alla differenza profonda tra diventare onorevole e mettere in piedi una paranza di rapinatori. La dignità del ruolo istituzionale di un partito sta tutto nel poter mettere le mani sul bottino senza lavorare, senza faticare, senza rischiare.

La “Margherita“, partito defunto, si becca in automatico 20 milioni di euro di rimborsi elettorali e, siccome il partito non c’è più, se li spartiscono in quattro, che neanche le “anime morte” di Gogol. E tra i quattro, quel micione da gattare invecchiate di Rutelli. Non possiamo rimanere insensibili al grido che da tante parti dell’Italia peggiore si leva verso di noi: saremo precari ma mica più coglioni di Rutelli! Il “Misfatto”, dunque, fonda un partito, il Partito dei Buoni (del Tesoro) “Stecca Para e Libertà” .

Stecca para, dunque si divide in parti uguali e tutto nella più grande trasparenza: si fonda il partito, si vendono le azioni, si va alle elezioni e si divide il rimborso tra i soci. Certo, il numero dei beneficiari è limitato ma chiunque può fondare un altro partito e ripetere l’operazione. Uno, dieci, cento partiti a stecca para possono essere la rivoluzione che abbiamo sempre sognato: colpire al cuore dello Stato e fregargli il portafoglio. E chi rimane fuori può organizzare un referendum, che anche quello c’ha il suo rimborso automatico cash: con un po’ di fantasia, se ne fanno pure due l’anno. C’è tanto da abolire e tanto da inzupparci tutti il biscotto. Intanto, iscrivetevi subito a “Stecca Para e Libertà”: tra due anni ci sono le elezioni.

Ricordate: non è importante quello che il Paese può fare per noi ma quello che noi possiamo fregare al Paese!

di Paolo Aleandri

da Il Misfatto, 26 giugno 2011