Non è tutto oro pubblico quello che luccica. È stato chiaro il Comune di Ferrara che da sedici anni organizza la rassegna Ferrara Sotto le Stelle: se non fosse intervenuto un importante contributo economico da parte di Enel, quest’anno non sarebbe stato possibile offrire al pubblico una rassegna di qualità in grado di competere con le proposte degli anni precedenti.

“Senza il contributo dei privati, di Enel in particolare – ha detto il direttore artistico Roberto Roversi – quest’anno il festival, arrivato alla sua sedicesima edizione, sarebbe sopravvissuto ma non sarebbe stato in grado di offrire artisti importanti come The National o Pj Harvej”.

In questi anni il festival, con il sostegno della Regione Emilia Romagna, del Comune e della Provincia di Ferrara e la collaborazione di Arci Ferrara, è stato senza dubbio in grado di imporsi all’attenzione generale per avere saputo coniugare nomi di riconosciuto prestigio e giovani autori di talento, intrattenimento di livello e piacevoli scoperte, offrendo proposte musicali estremamente varie, ma in generale di altissima qualità.

Riconosciuto a livello nazionale, il cartellone estivo ferrarese richiama spettatori da tutta Italia ed è addirittura segnalato, secondo il referendum proposto ai lettori della rivista Rumore, il migliore di tutta la penisola.

Dopo l’anteprima del 24 maggio al teatro Comunale con Sufjan Stevens, che ha registrato un “tutto esaurito”, la prima data sarà quella di domenica prossima 3 luglio, quando sul palco della suggestiva piazza Castello saliranno i Verdena, con l’album uscito a gennaio scorso, i Dinosaur Jr e una selezione di band e artisti emergenti.

La serata, dal titolo “Un giorno del tutto differente”, è prodotta in esclusiva da Ferrara sotto le Stelle in collaborazione con i Verdena stessi nell’ambito del progetto Energie in Comune, bando dell’Anci che ha messo a disposizione 10 mila euro. Per Jennifer Gentle, Aucan, Iosonouncane, Spread e Sakee Sed sarà dunque un’occasione per solcare un palco prestigioso come quello di Ferrara dove hanno suonato grandi della musica come Bob Dylan che la inaugurò nel lontano 1996, Radiohead e Patty Smith.

Il 5 luglio sarà la volta di The National, la band indie rock statunitense considerata dai lettori della rivista Rumore la miglior band del 2010. Insieme a loro per la prima volta in Italia ci saranno i Beirut, declinazione metropolitana del folk messicano e balcanico, condito da ritmi e strumenti gitani. Altra data unica in Italia, mercoledì 6 luglio, quando all’ombra del Castello estense suonerà PJ Harvey. E c’è attesa per capire se la rocker sarà in grado di fare un “sold out” e far vendere i 4900 biglietti che segnano la capienza massima.

Gli Skunk Anansie poi suoneranno il 10 luglio, mentre gli ultimi due appuntamenti saranno di nuovo con la musica italiana. Il 15 luglio sarà la volta di Vinicio Capossela, mentre il 21 arriveranno i Subsonica.

Come coda di Ferrara sotto le Stelle poi anche quest’anno ci saranno due appuntamenti di musica acustica nell’ambito della minirassegna “Bands Apart”. Il 22 luglio nell’atmosfera raccolta del cortile del castello Estense suoneranno Cocorosie e John Grant, mentre il 27 luglio Joanna Newson e Josh T. Pearson.

“Rispetto all’anno passato – ha detto l’assessore alla cultura del comune di Ferrara Massimo Maisto – siamo stati costretti a dimezzare di netto il finanziamento passando da 150mila euro a 75mila, come del resto abbiamo dovuto fare per tutte le altre rassegne estive come i Busker’s Festival che si terrà a fine agosto”. Per il secondo anno consecutivo poi, con l’obiettivo di sostenere l’estate in musica a Ferrara, che pare abbia anche un grande appeal turistico, la Provincia di Ferrara ha deciso di tagliare completamente altre iniziative culturali estive per entrare nell’organizzazione del festival con circa 35mila euro di finanziamento.

“Per il resto dell’estate – ha concluso Maisto – in collaborazione con le tante associazioni culturali del territorio abbiamo cercato di creare un calendario ricco di appuntamenti soprattutto musicali in modo che ogni sera ci sia qualcosa da fare. Il taglio dei finanziamenti ci ha portato a non poter più assicurare a queste realtà contributi economici, tuttavia abbiamo cercato di facilitare loro l’organizzazione dal punto di vista burocratico e dal punto di vista della concessione di spazi della città che vanno assolutamente valorizzati”.