C’è anche il neoassessore Pierfrancesco Maran nell’elenco dei sessanta consiglieri eletti (tra comune e circoscrizioni) che hanno un contenzioso con Palazzo Marino per i cosiddetti gettoni di presenza. E il regolamento parla chiaro: chi ha una lite pendente con il Comune non può ricoprire la carica di consigliere. A meno che non rinunci alla causa e restituisca quanto ricevuto. La questione arriva oggi in consiglio comunale e si annuncia come il primo problema concreto che la maggioranza di Giuliano Pisapia deve affrontare. In aula questo pomeriggio arriverà una mozione del Pdl che propone l’improponibile: i consiglieri restituiscono i soldi al Comune e poi il Comune glieli riversa con una sorta di risarcimento. Se dovesse venire approvata il primo effetto sarebbe l’intervento della Corte dei Conti. E’ plausibile dunque che la mozione sarà ritirata, ma è nell’interesse di tutti trovare una soluzione in tempi brevi.

Sono coinvolti sessanta tra consiglieri di maggioranza e di opposizione. Da Maran e Lamberto Bertolé del Pd a Max Bastoni della Lega. Per cercare di individuare una via d’uscita condivisa è stato chiesto persino un parere del prefetto Gian Valerio Lombardi. Che però non ha fatto altro che confermare: chi ha “coltivato la lite con il Comune è incompatibile con la carica” di consigliere.


(video di Giovannij Lucci)

La questione è stata sollevata dalla segreteria generale del Comune, nonostante risalga al 1999 e che per i cinque anni di amministrazione Moratti non sia mai stata portata all’attenzione del consiglio comunale. Cosa avvenuta con l’insediamento di Pisapia. I contenziosi si riferiscono al periodo che va dal 1999 al maggio 2002. Quando il Comune guidato da Gabriele Albertini ha approvato la delibera numero 44 che riconosceva ai consiglieri il diritto di percepire i gettoni di presenza relativi alla partecipazione alle commissioni, oltre a quelli relativi alla partecipazione ai rispettivi consigli di zona, nel limite massimo complessivo di 11 gettoni di presenza pari a 738,54 euro mensili. Diritto riconosciuto a decorrere dal maggio 2002. Così, per ottenere il riconoscimento anche per il periodo precedente, i 53 consiglieri nel 2004 si sono rivolti al tribunale di Milano. Il giudice Claudio Marangoni il 10 febbraio 2007 ha riconosciuto il diritto anche dal 1999 e fino al giugno 2002. Inoltre il tribunale ha condannato il Comune di Milano al rimborso delle spese del giudizio per 21mila euro più iva e rimborso spese.

Ora i consiglieri eletti dovrebbero restituire i soldi ricevuti per poter rimanere in carica per i prossimi cinque anni. Maran, prima di accettare le deleghe da assessore, ha firmato agli atti la rinuncia del contenzioso e si è impegnato a restituire gli oltre diecimila euro ricevuti. Si vedrà come il consiglio risolverà la questione. Carmela Rozza, capogruppo del Pd, ha annunciato di voler chiedere un parere agli uffici competenti del Comune. E oggi la questione arriva in aula.