Basta referendum. La svolta moderata di Tonino Di Pietro ha i suoi effetti anche sui Giovani dell’Idv. L’organizzazione giovanile del partito ha deciso di seguire il nuovo corso tracciato dall’ex pm e di abbandonare la linea barricadera e movimentista degli ultimi anni. E così dopo avere promosso la campagna contro nucleare, legittimo impedimento e privatizzazione dell’acqua, ora i vertici dei Giovani di Valore frenano sulla raccolta firme per cancellare il Porcellum. “Su questa battaglia abbiamo molti dubbi – spiega Rudi Russo, coordinatore nazionale del movimento – perché secondo me l’obiettivo primario, cioè quello di reintrodurre le preferenze, è difficile da ottenere con un referendum abrogativo. Come ha ricordato anche Segni nei giorni scorsi, corriamo il rischio tornare al proporzionale proprio in un momento in cui l’Europa ci chiede stabilità”. Una decisione definitiva sulla battaglia anti-Porcata sarà presa il prossimo 16 luglio durante la riunione del coordinamento nazionale, ma quasi sicuramente il vertice darà esito negativo.

Sul cambio di passo dipietrista i giovani del partito non hanno dubbi: “Interessarsi al gesto di Berlusconi che va a parlare da Di Pietro è il solito atteggiamento italiano di chi farnetica complotti – continua Russo Noi l’opposizione dura la facciamo da tre anni, ci siamo spesi per il referendum e su tante altre battaglie anche quando non ci credeva nessuno. Questa cosiddetta ‘svolta’ non sconfessa certo quanto fatto dal 2008 ad oggi. La questione che poniamo a Bersani e agli altri dirigenti del Pd è semplice: nel momento in cui Berlusconi si sta eclissando, chiediamo al principale partito del centrosinistra di raccogliere la sfida di costruire l’alternativa”.

Il dibattito interno semmai verte sui modi e i tempi per formalizzare la variazione di strategia. Di Pietro vorrebbe evitare il congresso e lanciare “l’Idv 2” attraverso una semplice assemblea “ratificativa”, linea sposata anche dal leader del movimento giovanile (“Non c’è motivo di avviare un’altra conta interna dopo l’assise dell’anno scorso”). Ma alcuni dirigenti il congresso lo chiedono con insistenza, anche per portare un po’ di rinnovamento in un apparato che in alcune regioni alle ultime amministrative ha mostrato la corda. “In questo momento è quello che serve e anche presto – spiega Fiorenza Da Rold, candidata al consiglio comunale di Milano e arrivata terza per il numero di preferenze nell’Idv – La base non viene considerata minimamente. Occorre gente pulita che abbia voglia di fare politica sul serio, nei contenuti. Vorrei dire che cosa invece non occorre: le finte cordate con le finte tessere e le finte promesse di micropotere. Quella vecchia politica in cui non crede più nessuno. Praticamente una rivoluzione”.