Si era già distinto per il suo staffilante “Stai zitta, handicappata del c…”, grido rivolto alla deputata disabile Ileana Argentin, il 31 marzo scorso. Colto in flagrante dal presidente della Camera Fini, si era scusato, poi, a telecamere spente, aveva negato, secondo il trend politiccaro di sbugiardare l’evidenza.

Stiamo parlando di Massimo Polledri, deputato della Lega Nord, nonché neuropsichiatra piacentino. Smessi i panni di cattolico integralista allarmato dal degrado spirituale della società europea (“L’Europa totalitaria antepone l’economia alla spiritualità”, tuonava in un comunicato stampa del 2004), Polledri è poi stato fulminato sulla via di Gerusalemme (ultimamente ha effuso affettuosità commoventi a Yisrael Beytenu, esaltando le radici e i valori in comune tra Italia e Israele). Vertigini spirituali che il nostro placa sapientemente, concedendosi qualche boutade da avanspettacolo razzista proprio di certa parte della Lega.

E così, durante la trasmissione Agorà, talk show mattutino condotto da Andrea Vianello su RaiTre, l’eclettico neuropsichiatra padano ha sfoderato uno stralcio del suo repertorio derisorio e volgare. Vittima stavolta è stata Pina Picierno, deputata del Pd, che, nel corso della discussione in studio, ha puntato il dito contro la politica ambigua del Carroccio: “La Lega da Pontida lancia segnali di celodurismo e poi arriva a Roma e si cala le braghe”. Polledri accenna un sorriso beffardo e con tono sommesso e postura educatissima sibila: “Potrebbe essere una bella sorpresa per te, se caliamo le braghe”. E ridacchia con la stessa sfrontata naturalezza con cui si gratterebbe le ascelle a porte chiuse.

La Picierno, presa dal suo pulsante intervento, non riesce a cogliere l’indecente battuta del leghista e continua a parlare. E’ il conduttore Andrea Vianello, con il suo piglio finto sornione, a chiedere lumi al padano (che anticipa la risposta, rumoreggiando un “e beeeh, e beeeh”): “Scusi, ma qual è la sorpresa?”.

Polledri indugia e tace coraggiosamente, ma al suo cospetto interviene la prode Casellati, sottosegretaria del Pdl, che implora quasi Vianello: “Ma no, lasci stare…”.

Dopo qualche minuto, il conduttore richiede spiegazioni sull’allibente battuta delle braghe, ma Polledri cambia discorso, la Casellati ribadisce che era stata una provocazione, la Picierno, smarrita e incuriosita, ammette che non ha capito nulla. “Meglio così, meglio così”, la rassicura Vianello. E dopo qualche minuto chiede al leghista: “Onorevole Polledri, siccome prima mi ero un po’ perso qualla battuta, chiediamo scusa? Che dice?”.

Come nella vicenda di Ileana Argentin, il buon padano annuisce e risponde assertivamente al conduttore. Ma la richiesta di scuse è solo un’illusione. Passano pochi minuti e la Picierno accusa la maggioranza di varare leggi ad personam per salvare i parlamentari pregiudicati: “Abbiamo un governo che è al servizio h24 per tutelare i delinquenti che stanno nella maggioranza del governo e per impedire a questi delinquenti di andare a processo. Tutto questo non è accettabile”.

Il duo Casellati-Polledri non ci sta e reclama, per par condicio, le scuse per simile anatema. “Delinquenti se lo deve rimangiare. Lei è scorretta!”, urla la Casellati, sbattendo convulsamente i suoi occhi iper-bistrati. “Qui le scuse non le chiediamo?”, si ribella Polledri, rivolgendosi ad Andrea Vianello, che cerca, sprimacciato dalle urla in studio, di placare l’infuocata bagarre.

Alla fine della lunga diatriba, resta però un dubbio finale irrisolto: quale bella sorpresa si nasconderà nelle braghe di Polledri? E sarà davvero proprio così bella? Speriamo che Casini, almeno stavolta, non ci metta la mano sul fuoco.