“Bossi mi hai rotto i coglioni, te e tuo figlio”. Attacca così la lettera recapitata ieri al ‘Corriere della Sera’ in una busta insieme a due proiettili calibro 9. Nel testo, il leader della Lega, Umberto Bossi, viene definito un “ladro”. Altri insulti sono invece rivolti al figlio Renzo, consigliere regionale della Lombardia. “Non ti permettere di portare i ministeri al Nord”, continua l’autore anonimo della missiva, consegnata in una busta senza alcun timbro postale. Oltre al foglio dattiloscritto con gli insulti al Senatùr, anche un’altra pagina, scritta a mano: lì l’autore minaccia ripercussioni contro il quotidiano milanese nel caso in cui la lettera non venga pubblicata.

“La Lega, come ha sempre fatto in vent’anni di storia, non si farà di certo intimorire di fronte a queste minacce”. Così Andrea Gibelli, vicepresidente della regione Lombardia e capo delegazione della Lega Nord, commenta il caso. Esprimendo solidarietà al leader del Carroccio. Che, prosegue il vicegovernatore, continua “a portare avanti” le sue battaglie e “fra tutte la piena attuazione del federalismo fiscale: la vera riforma in grado di cambiare il paese”.