Taxi driver tirato a lucido, Nosferatu di Murnau in tutto il suo conturbante bianco e nero, il Viaggio nella luna di Melies ricolorato, Il conformista di Bertolucci fresco di un’anteprima all’ultimo festival di Cannes. Ecco gli highlights della venticinquesima edizione del Cinema Ritrovato ancora una volta organizzato e diretto dalla Cineteca di Bologna.

Sette giorni di programmazione da mattina a sera per quattro sale (le due del Lumiere, Jolly e Arlecchino, più la piazza serale), con più di 375 film ritrovati, restaurati e ricolorati, riproposti senza soluzione di continuità da sabato 25 giugno a sabato 2 luglio.

“Guardare al passato del cinema è la cosa più innovativa che possiamo fare”, ha affermato il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli. Ed ecco allora che sullo schermo all’aperto più grande d’Europa, con più di 1300 posti a sedere, quest’anno godremo perfino di una Marylin Monroe mentre sgambetta dentro ad un tubino di paillettes, assieme a Jane Russell ne Gli uomini preferiscono le bionde di Howard Hawks, sicuramente una delle pellicole passate alla storia e che incoronò Marylin come quel sex symbol che resiste ancora oggi.

Questo per dire che nel Cinema Ritrovato edizione numero venticinque la ricostruzione filologica, e successiva conservazione, della storia del cinema incrocia con forse ancor più modernità i film più ostici delle origini con la spensieratezza dei grandi successi della tradizione più popolare.

“Il Cinema Ritrovato proporrà un anteprima di un falso d’autore come The artist”, sostiene Farinelli, “film muto ambientato nel ’29, diretto da Michel Hazanavicius che ha sorpreso pubblico e critica all’ultimo festival di Cannes. L’unica pellicola che il Cinema Ritrovato, se avesse la possibilità di produrre film, avrebbe prodotto”. Un film, che per dimostrare l’assoluta internazionalità di questa sette giorni bolognese, verrà accompagnato e presentato dal direttore del festival di Cannes, Thierry Fremaux.

Poi, se qualcuno ancora non conoscesse la storia di questo festival, basterebbe suggerirgli di un connubio all’apparenza antico, ma d’impatto incredibilmente spettacolare, come l’accompagnamento di capolavori del muto con orchestre sinfoniche dal vivo. Quest’anno si inizia con Nosferatu (1921) di Murnau (sabato 25 giugno alle 22) con orchestra del teatro comunale diretta da Timothy Brock e si ripete con Il fantasma dell’opera (1925) di Rupert Julian con un mostruoso Lon Chaney (venerdì 1 luglio, ore 22) e l’orchestra del comunale questa volta diretta da Gabriel Thibaudeau.

“Anche quest’anno il Cinema Ritrovato usufruisce dei sostegni di sponsor privati ed istituzioni pubbliche”, aggiunge ancora il direttore della Cineteca, “ma soprattutto sopravvive grazie ai settanta volontari che permetteranno lo svolgimento del festival altrimenti difficilmente realizzabile”.

Ed è questo il piano più delicato su cui si gioca il futuro della cultura e dei festival cinematografici in città: finanziamenti pubblici che da Roma arrivano sempre più col contagocce, oltretutto orientati in gran parte verso manifestazioni cinematografiche che paiono più predisposte all’intrattenimento tra film, birretta e musica in sottofondo nel cortile antistante, piuttosto che a veri produttori di conoscenza e del sapere: “Puntiamo alla diffusione della cultura del cinema”, dice Farinelli, “e sul web dei 370 film presenti a Bologna se ne trovano ben pochi”.

Il Cinema Ritrovato ha un budget di 370mila euro e vede un contributo di 150.000 euro da parte di sponsor privati e di circa 200.000 (100 dal Ministero dei Beni e degli Affari Culturali; 50 dalla Regione e briciole da provincia e comune) provenienti dal settore pubblico.

A fronte, poi, dei tagli che si prospettano con la nuova finanziaria si rischia ancora di più un ridimensionamento o, paradossalmente, un raddoppiarsi dei volontari per far funzionare l’intera macchina organizzativa: “ben vengano anche duemila volontari”, afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna Alberto Ronchi, “è una grande possibilità per il futuro della cultura in città. Una passione che è molto in linea con la storia di Bologna”.