Bagnini, chioschisti e baristi da spiaggia tirano un sospiro di sollievo in riviera. Dopo i sequestri della Procura della Repubblica che la scorsa estate, ma anche negli ultimi mesi hanno colpito diversi stabilimenti balneari, la Capitaneria di Porto di Rimini ha infatti annunciato per la stagione appena iniziata una “linea morbida” sul fronte dell’abusivismo edilizio. Nel mirino delle autorità giudiziarie restano sempre i gazebo, le tettoie, le verande, le fioriere, i manufatti e le varie strutture cosiddette “leggere” che costituiscono parte integrante degli stabilimenti balneari.

In attesa dell’adeguamento degli operatori al piano spiaggia elaborato dal Comune d’intesa con la Regione Emilia Romagna, gli operatori potranno ‘salvarsi’ anche quest’estate se segnaleranno alle autorità competenti i manufatti in questione attraverso le procedure di messa a norma previste. In attesa dell’eventuale via libera definitivo in armonia con il piano spiaggia, la tolleranza zero verrà fatta valere da Procura e Capitaneria solo con riferimento a quelle fattispecie che “comportino rischi per l’incolumità delle persone”.
In ogni caso, ora gli operatori romagnoli possono respirare. Va ricordato che nelle ultime settimane Comune, Provincia e associazioni varie si sono resi protagonisti di un’autentica processione nelle sedi delle autorità competenti per scongiurare il rischio di una nuova raffica di sequestri preventivi come quella che la scorsa stagione aveva fatto tremare i polsi a una buona fetta del settore nel territorio.
La linea ‘soft’ per il 2011 è stata annunciata direttamente dal comandante della Capitaneria di Porto di Rimini, il capitano Giorgio Castronuovo: “Per quanto riguarda la vicenda degli abusi edilizi sulla spiaggia, negli ultimi tempi ci siamo incontrati con gli enti locali a partire dal Comune. Il fatto che il piano spiaggia sia stato approvato a ridosso della stagione turistica estiva è un fatto. Di qui si è verificata una vera e propria rincorsa da parte degli operatori degli stabilimenti balneari per provare di mettersi in regola una volta per tutte”.
Se Castronuovo rimarca che sulle circostanze più gravi, come appunto quelle in grado di mettere a rischio la “incolumità” delle persone, verrà imposto il ripristino dello status quo pregresso, sul resto bisognerà ricorrere al “buon senso, ovviamente fatta salva l’attività di vigilanza” sulle varie aree demaniali. Terminata la stagione turistica, poi, tutti dovranno mettersi in regola.
Quel che è certo è che gli ufficiali della Capitaneria hanno passato ai raggi X l’intero arenile riminese con l’obiettivo di avere in mano un quadro ‘scientifico’ e puntuale della situazione abusi. Sul tema, del resto, tra norme aggiornate a lavori in corso e regolamenti comunali ‘difformi’ rispetto alle valutazioni dei magistrati, la polemica è stata all’ordine del giorno in tempi più e meno recenti.

La divergenza di vedute tra Comune e Procura ha riguardato, in particolare, i singoli e fondamentali dettagli dei permessi di costruzione. Gli imprenditori e i cittadini di turno si sono ritrovati accusati di abuso edilizio per avere eretto gazebo e altro osservando anche scrupolosamente le disposizioni contenute nei regolamenti del Comune. La Procura ha sempre ritenuto, contrariamente al Comune, che per erigere i manufatti in questione serva il permesso di costruire con relative procedure collaterali. L’amministrazione comunale invece ha previsto, fin dal 1989, una semplice comunicazione di conformità al regolamento per l’arredo urbano, accompagnata da planimetrie e relazione tecnica.
Oggi gli operatori, dopo il nuovo corso ‘a scadenza’ annunciato dalla Capitaneria, scongiurano quindi il rischio di non poter utilizzare spazi considerati vitali per le attività turistiche. Per non parlare dell’inevitabile danno d’immagine dovuto alla presenza delle bandelle rosse che cingono inevitabilmente la struttura sequestrata nel pubblico esercizio, alla stregua di una scena del crimine. L’udienza che deciderà le sorti del primo gazebo sequestrato è fissata per il gennaio 2012.
Nel frattempo, la Capitaneria di Porto ha avviato l’operazione “Mare sicuro”, che per tre mesi impegnerà 44 marinai della Guardia costiera a bordo di 11 mezzi navali (tra cui un bolide che viaggia sulle acque marine fino a 40 nodi di velocità) sui temi della vigilanza ambientale, della pesca, del soccorso in mare ma anche e soprattutto dell’abusivismo commerciale. Castronuovo ha promesso il pugno di ferro contro tutte le imbarcazioni che verranno sorprese a navigare negli spazi vietati come la fascia di 500 metri dalla spiaggia: si rischiano fino a 1.033 euro di multa e una possibile denuncia se la condotta della navigazione si dovesse rivelare “particolarmente pericolosa” per l’incolumità pubblica. Con riferimento all’abusivismo commerciale, pattuglie ad hoc di Guardia costiera e Polizia municipale quest’anno saliranno a bordo di particolari biciclette in grado di circolare sulla sabbia.

L’obiettivo è quello di una maggiore e più mirata azione di prevenzione-repressione: gli ufficiali assicurano che già in questi primissimi giorni di controlli i risultati si vedono. Complessivamente, l’operazione “Mare sicuro” si estende su un tratto di costa di 43 chilometri che includono quattro porti turistici, 2.532 posti barca, 945 stabilimenti balneari, 454 unità da pesca e 17 piattaforme per l’estrazione di gas naturale.