Spesso riformare un settore della pubblica amministrazione è un’impresa costosa oltre che complessa e così la mancanza di risorse finanziarie e la necessità di contenere la spesa diventano ottime spiegazioni (alibi?!) dell‘incapacità di modernizzare: penso alla sanità e alla scuola, ad esempio, anche se soprattutto la seconda dovrebbe essere concepita come investimento e non come costo.

La giustizia, invece, e soprattutto la giustizia penale, potrebbe funzionare meglio facendo risparmiare! Qualche esempio:

1) se la prescrizione del reato si interrompesse dopo la decisione del primo grado, eviteremmo molti ricorsi pretestuosi, volti solo a far decorrere il tempo, i quali ingolfano la giustizia e sono uno spreco di risorse (notifiche, copie, lavoro di magistrati e cancellieri, ecc…);

2) noi processiamo gli irreperibili, ovvero coloro che non siamo nemmeno riusciti ad avvisare dell’inizio del processo; si tratta di un’insensatezza e anche di una scelta che ci espone a molte critiche da parte della Corte europea dei eiritti dell’uomo (Cedu): questi procedimenti andrebbero sospesi fino a che la persona non si rintraccia, evitando anche in questo caso lavoro inutile e sentenze virtuali a soggetti che spesso non metteranno nemmeno mai più piede nel nostro territorio;

3) in Svezia (10 milioni di abitanti) la Corte di Cassazione decide 100 processi all’anno; in Italia 400 al giorno! Dovremmo limitare l’accesso a tutti e tre i gradi di giudizio solo ai processi più importanti, risparmiando ancora una volta tempo e denaro e investendo così in maniera più razionale anche le risorse umane;

4) utilizzare la posta elettronica per tutte le notifiche agli avvocati (dando loro un anno per adeguarsi) e notificare all’imputato solo il primo atto dovuto (avviso di garanzia, per intenderci) e la citazione a giudizio, dopo di che questi sarà tenuto a tenersi in contatto con l’avvocato, a cui tutto verrebbe comodamente inviato a costo zero e in tempo reale;

5) moltissimi reati in Italia vengono puniti con una sanzione penale virtuale, la pena sospesa. In effetti è una scelta razionale evitare il carcere in determinati casi, anche perché peggiora la persona ed è un costo per la società. Ma allora, invece che una pena sospesa e virtuale (che spesso sa di impunità specie per i colletti bianchi che raramente cadono nella recidiva…), perché non investire in pene pecuniarie, nell’obbligo a risarcire, in servizi utili alla comunità?

Le cinque semplici proposte che ho elencato hanno costo zero e, anzi, produrrebbero risparmi per le casse dello Stato e aiuterebbero a rendere più efficiente ed efficace la nostra disastrata giustizia. E invece: intercettazioni impossibili, prescrizione brevissima, processo morto e lungo, ecc…

Perché non si fanno riforme utili ed economicamente vantaggiose? Il Parlamento è pieno di avvocati e magistrati e quindi non si può dire che si tratti di incompetenza. L’unica risposta ragionevole è che si tratta di una scelta: qualcuno è preoccupato di pochi processi e non della giustizia, tutti gli altri (o quasi) hanno solo da temere da un controllo di legalità troppo effettivo!

Torniamo a essere una democrazia, dove gli interessi di tutti i cittadini sono l’obiettivo della politica e non la difesa dello status quo e dei privilegi.