Se un corso dal titolo “L’entourage familiare: l’individuazione dei ruoli e la loro corretta gestione” vi fa venire in mente un noioso convegno di psicologia e la lezione “Posizionamento sul mercato: marketing di servizi” vi fanno pensare di trovarvi nel fantastico mondo dei Master Publitalia siete fuori strada.

Sono soltanto alcune delle proposte formative della cinque giorni del “Wedding Planner Summer Camp” che si terrà a Riccione dal 20 al 25 giugno prossimi. Tutto quello che avreste voluto sapere sul mestiere più cool del momento, assieme al personal shopper e al pianificatore della vostra valigia perfetta per le vacanze.

Sfavillante novità d’importazione dal mondo anglosassone, già celebrata dal cinema nel 2002 con la Jennifer Lopez del film “The wedding planner” nel quale la bella chica ispanica affrontava il suo compito di organizzatrice con tanta solerzia da rubare il marito alla sposa, la moda del wedding planner sembra dilagare in un’Italia in affanno economico, ma che onora la tradizione del non badare a spese in occasione del “giorno più bello”.

Dalla scelta dell’abito alla location, dai fiori (pardon, flower design) alla sistemazione degli ospiti a tavola (semplici precauzioni per evitare poco eleganti spargimenti di sangue sull’antipasto), dal menù alla scaletta musicale alla risoluzione delle problematiche familiari e dei possibili conflitti moglie-madre-suocera, fermandosi appena sulla soglia del talamo nuziale (che tanto i “consigli sulle dieci mosse per come farla impazzire a letto” le fornirà qualche altro esperto, alla bisogna).

Il/la wedding planner è figura professionale che racchiude in sé molteplici competenze: supporto amministrativo, consulenza creativa, assistenza psicologica, nozioni di trendsetting, bon ton e galateo. Il tutto all’insegna del “matrimonio perfetto”, quello per cui ci si deve affidare necessariamente alle mani di chi lo fa per mestiere, lasciandosi alle spalle ogni ansia da prestazione e avendo pure a disposizione, in caso di storcimenti di naso da parte dei convitati, un comodissimo capro espiatorio.

Via libera dunque a corsi intensivi sul ricevimento perfetto, dal buffet alla cena placè, fino ad un’incursione nelle nuove tendenze del finger food e le idee più originali per la wedding cake. Dalla giarrettiera per la sposa al segnaposti più sofisticato, nulla è lasciato al caso dal wedding planner, che come un paziente tutore saprà colmare le vostre debolezze in materia di bouquet, make-up e giusti abbinamenti di colori (dalle cromie delle navate della chiesa a quelle del calzino dello sposo).

Senza dimenticare che il WP dovrà eccellere nella sopraffina arte della persuasione del cliente: e allora via ai seminari di PNL, ovverosia “programmazione neuro linguistica” per (cit. da Wikipedia) “influire sugli schemi comportamentali di un soggetto tramite la manipolazione di processi neurologici attuata tramite l’uso del linguaggio”.

Sarà che le nostre vite frenetiche non ci lasciano più tempo, se non quello di delegare, sarà la suggestione del Royal Wedding, con gli alberi in Westminster voluti dalla Cenerentola Kate Middleton e lo sfarzo misurato delle nozze del secolo in mondovisione, ma pare che anche noi italiani non potremo più fare a meno di chi ci organizzi per filo e per segno il matrimonio, titillando bisogni dei quali non sospettavamo neppure l’esistenza.

Intanto sulla tv digitale spopolano trasmissioni dedicate alla nuova arte, come “Wedding planners” di Real Time tv, dove ad ogni piè sospinto si teme per le sorti dei conduttori, perennemente sull’orlo di una crisi cardiaca se la peonia del bouquet non ha lo stesso punto delle tovaglie del rinfresco.

E se proprio vogliamo abbandonare per un momento il nostro sarcasmo da vecchi conservatori che guardano agli “esperti” sempre con un leggero sospetto, possiamo pensare al buono che ne può venire: in un momento di crisi del mercato lavorativo il wedding planner sembra proprio essere una di quelle professioni da inventarsi per cercare di restare a galla. Preferibile al precariato, non fosse altro che almeno non correte il rischio di farvi togliere il saluto dal Ministro Brunetta.

Luciana Apicella