Il premier greco, George Papandreou, ha chiesto all’opposizione un accordo di unità nazionale e la fiducia al nuovo esecutivo per superare il difficilissimo momento che attraversa il Paese. “Ho chiesto il rinnovo della fiducia al governo perché il Paese si trova in una fase cruciale”, ha detto, aprendo la ‘tre giorni’ di dibattito in Parlamento che dovrà dare la fiducia al suo nuovo esecutivo e al nuovo ministro delle Finanze. “Giriamo pagina, mettiamo da parte lo scontro politico in questa fase critica, smettiamo di dare l’immagine di un paese lacerato”. Papandreou rispondeva al discorso di Antonis Samaras, il leader dell’opposizione conservatrice del partito Nuova Democrazia, che aveva chiesto nuove elezioni e la rinegoziazione del piano di salvataggio per salvare la Grecia dal default.

Il premier ha annunciato che convocherà un referendum in autunno su una serie di riforme amministrative e politiche per correggere gli squilibri che hanno causato “i problemi finanziari greci”. Criticando l’inefficacia del settore pubblico greco, ha annunciato che chiederà anche emendamenti costituzionali per facilitare la persecuzione di reati fiscali e dei funzionari corrotti. Si deciderà, ha spiegato, sui “cambiamenti nel sistema politico, nel funzionamento del Parlamento, sul numero dei deputati, sul finanziamento ai partiti, il sistema elettorale, l’immunità dei parlamentari”. E dunque ha chiesto al suo gruppo parlamentare e ai partiti dell’opposizione “un consenso nazionale per cambiare il Paese e negoziare il nuovo salvataggio della Grecia con i Paesi europei e il Fondo Monetario Internazionale. Nessuno ci ascolterà – ha aggiunto – se non vedono che noi stessi correggiamo i nostri errori”.

Pressato dalle proteste di piazza, Papandreou venerdì ha fatto un rimpasto di governo nella speranza di ottenere il via libera alle ulteriori misure di austerità. Ma il premier si trova stretto tra la pressione di Ue e Fmi, che chiedono di introdurre misure crescenti di austerity in cambio del salvataggio finanziario e le proteste popolari a tali misure. Quasi la metà dei greci è infatti contro le misure che il governo sta definendo (tagli della spesa pubblica, aumenti delle tasse per 28 miliardi di euro e privatizzazioni per 50) per salvare il paese dalla bancarotta. Intanto tra oggi e domani è atteso il varo dall’Eurogruppo della quinta tranche di aiuti da 12 miliardi di euro del prestito da 110 miliardi Ue-Fmi.