Non conosciamo il signor Bisignani e non siamo appassionati agli eventuali profili penali della sue azioni, di questo si occuperanno i giudici e il Parlamento quando sarà chiamato a rispondere sulla posizione del deputato Papa che, a quanto si apprende, si occupava di “aggiustare” nomine e di traffici di varia natura.
Al di là degli aspetti giudiziari,  restano quelli etici e civili che non possono essere archiviati con una alzata di spalle.

Sicuramente non ci sono elementi di reato, o almeno per ora ancora non ci sono, ma resta la curiosità di sapere, per fare un esempio, a che titolo l’avvocato Bisignani si sarebbe occupato del “caso Santoro” e delle vicende Rai?

Perché Masi si consultava con lui? Perché avrebbe chiamato un avvocato della Rai per fare da suggeritore sulle modalità migliori per accompagnare Santoro alla porta? Chi lo pagava, o era una cortesia dovuta al “Fratello presidente”?

Come mai ritroviamo il suo nome in tante altre vicende e affari legati all’editoria, alle frequenze, all’assetto del sistema informativo? Le autorità di garanzia del settore, compresa quella antitrust, hanno nulla da dire, o anche lì ci sono “Fratelli di rispetto”?

La verità è che il signor Bisignani veniva consultato e utilizzato non “nonostante fosse stato un iscritto della loggia P2“, ma proprio perché lo era stato e veniva considerato affidabile e utile dai vecchi e dai nuovi affiliati della loggia, diventata poi  P3, e ora  P4.
Come mai i signori La Monica e Lavitola, sì proprio lui, quello che dava la caccia al presidente Fini, si incontravano negli uffici di Raitrade?
Perché non è stata aperta un’inchiesta interna?

Fatto sta che quello che non era riuscito neppure a Masi, è stato portato a compimento successivamente, e cioè l’uscita di Santoro dalla Rai e il tentativo di mettere  fuori anche Milena Gabanelli, Fabio Fazio e Roberto Saviano.
Sarà una casualità, ma proprio Santoro, Travaglio, Sandro Ruotolo, Gabanelli e Saviano, con le loro inchieste e con le loro denunce, hanno più volte sfiorato le logge deviate, gli intrecci con le mafie, i bottini accumulati, svelando trame che puntualmente hanno trovato conferma nei testi delle intercettazioni pubblicate in questi giorni.

Se fossimo nei panni del gruppo dirigente della Rai accetteremmo subito la proposta di Michele Santoro di tornare a realizzare per la Rai “Annozero” al costo di un euro a puntata e chiederemmo in modo formale alla Gabanelli, a Fazio, a Saviano, di restare, lo faremmo prima che la Corte dei Conti e le procure della Repubblica scoperchino il verminaio ed individuino il nome e il cognome dei vermi.

Non sappiamo se la nuova direttrice generale della Rai avrà il coraggio solo di pensare ad una simile iniziativa, ma se non lo farà, saremo noi di Articolo 21, insieme a numerose altre associazioni, ad andare sotto le finestre di viale Mazzini a chiedere che i censori e gli amci della P2 se ne vadano, possibilmente da una uscita secondaria.