Nuova tregua tra il leader di Sel, Nichi Vendola, e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dopo lo scontro a distanza di oggi. L’invito di ieri del vertice democratico alla Lega, affinché cerchino “nuove strade”, aveva messo in allarme parte del centrosinistra. Per alcuni le parole del segretario potevano essere interpretate come un’apertura al Carroccio. E così è stato appunto per Vendola. Nessuna apertura, chiarisce Bersani, “questa è la nostra sfida alla Lega”. E tra i due torna la pace, seppur al veleno.

“Faccio un augurio alla Lega: che questo appuntamento di Pontida l’aiuti ad andare a fondo del problema”, aveva detto ieri Bersani. Riferendosi all’assenza di risultati in otto anni di governo, secondo il segretario Pd. “Riflettano a fondo – è stato il suo invito al Carroccio – se è il caso di rilanciare sulla vecchia strada o cercare una strada nuova, come credo sia indispensabile”. Un nuovo sentiero che li avvicini al centrosinistra?, ha lanciato l’allarme Vendola. Che ha subito messo le cose in chiaro: “Con questo centrodestra è difficile che ci sia un terreno di scambio politico su qualunque questione, a parte le regole del gioco”. “Non c’è nessuna possibilità di interlocuzione – chiarisce oggi sempre più netto – con un partito razzista e xenofobo”.

“Questa è la nostra sfida alla Lega”, altro che apertura, è la risposta arrivata da Bersani per mettere fine agli equivoci. Ma forse non alle polemiche. “Il manifesto con la spada di Giussano giù – aggiunge provocatorio – l’abbiamo fatto noi e non Sel”. Una sfida che però Vendola non raccoglie, dicendosi “contento per questo chiarimento”. E lasciandosi sfuggire solo un avvertimento: “Eravamo in tanti a non aver capito il senso delle proposte di Bersani alla Lega Nord”.