“Una volta a una festa del premier mi sono anche vestita da uomo con la maschera di Obama” così per giocare”. Lo ha rivelato ieri Iris Berardi, una delle ragazze coinvolte nello scandalo Ruby, nel corso di un’intervista trasmessa durante la serata Tutti in piedi! organizzata da Michele Santoro a Bologna.

Esprimiamo la nostra solidarietà al presidente degli Stati Uniti. Dopo essere stato apostrofato come abbronzato e poi importunato al G8 da un premier delirante che si sente “perseguitato dai giudici”, adesso si ritrova nei festini a luci rosse indossato da ancelle in perizoma.

“Berlusconi? Lavora dalla mattina alla sera e si circonda di ragazze. Che altro dovrebbe fare?” ha concluso la giovane di origine brasiliana fra i fischi del pubblico che stava seguendo l’intervista sul maxi schermo. “Mia madre sa tutto e non dice niente, tutti i genitori sarebbero contenti di vedere i propri figli fare quello che ho fatto io”…

Ieri nella piazza di Bologna con la Fiom e con Michele Santoro c’erano altri genitori e altri figli. Quelli che urlano a gran voce il diritto al lavoro, ad un’informazione libera e ad una giustizia uguale per tutti. Quelli che scrivono quattro volte Sì per rivendicare principi inalienabili.

C’era Maurizia Russo Spena, due lauree, due master, un dottorato e 15 anni da precaria, cacciata due mesi fa perchè ha fatto valere i suoi diritti, per poi sentirsi dire dal ministro Brunetta che lei rappresenta “l’Italia peggiore.

Due Italie. Due modalità opposte di pensare la società, di vivere la quotidianità. Da una parte i metalmeccanici, gli studenti e i precari, cancellati dalla tv e costretti a scendere in piazza o a salire sui tetti per ottenere ciò che gli spetta. Dall’altra quella delle scorciatoie facili, delle raccomandazioni, delle promesse (e perfino delle candidature) ottenute sculettando nelle alcove presidenziali.

Ps. Speriamo se non altro, per rispetto al presidente Obama, che le bunga bunga girl si siano tolte la maschera, nell’atto di inginocchiarsi… al cospetto del vecchio, flaccido sultano.