”Non bisogna temere di ritrovarsi uniti insieme attorno ai grandi principi ed ai grandi obiettivi e a dire che sono comuni per tutti”, dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Verona, lanciando un nuovo appello alle forze politiche ad affrontare i problemi unendo le forze. “Non bisogna temere. Io qualche volta – aggiunge – ho l’impressione che in Italia ci sia chi teme che politicamente non ci divida abbastanza”. Quindi prosegue: “I motivi anche di competizione, diciamo di giusta divisione non spariranno. L’essenziale è che le divisioni non ci impediscano di operare insieme, di costruire insieme e di fare dell’Italia un protagonista anche del secolo così difficile che si è aperto”.

Il Capo dello Stato parla durante un evento organizzato per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia. ”Questo anniversario è stato l’occasione di un risveglio di partecipazione dal basso – dice -. C’è stato uno straordinario moltiplicarsi di iniziative dal basso. Dunque c’è qualcosa di profondo che unisce gli italiani. Senza per questo farli tutti uguali dal punto di vista delle idee. Le idee sono diverse. Sono legittime tutte le diversità. A noi tocca comporre l’Unità con la diversità”, spiega Napolitano, richiamando un passaggio del suo discorso celebrativo pronunciato il 17 marzo a Montecitorio. “L’Unità si è sempre declinata con altre parole: autonomia, pluralità, diversità, sussidiarietà”.

Coniugare l’Unità nazionale con l’autonomia territoriale, dice il presidente della Repubblica: mettere insieme questi due principi “è la nostra grande scommessa, è lo Stato nuovo che vogliamo costruire, che abbiamo cominciato a costruire nel 1947 con la Costituzione. C’è un solo articolo della Costituzione, l’articolo 5, che mette insieme questi due valori. Dice che la Repubblica è una e indivisibile, e dice anche che riconosce e promuove le autonomie”.