Le vie del signore sono indecifrabili. Lunedì 20 giugno alle 21.30, Roberto Benigni salirà sul palco di Piazza Maggiore per una sua nuova Lectura Dantis.

Biglietti esauriti, anzi seccati, in nemmeno una settimana: settantacinque, cinquanta, trentacinque, venticinque euro, i prezzi per i posti a sedere, dieci euro a testa perfino per lo spicchio dei posti in piedi. TuttoDante 2011 sul crescentone sembra uno di quegli appuntamenti sicuramente cari, ma imperdibili, da ricordare a futura memoria.

Una piazza centrale che dalle 18.30 verrà blindata ai suoi quattro lati, entro i quali oltre alle solite seggioline da “Cinema sotto le stelle” saranno costruite due tribunette laterali per arrivare ad una capienza che si stima sui 4000 spettatori.

Gongolano dalla Cineteca di Bologna. Loro hanno seguito, supportato e organizzato la serata (il ricavato andrà comunque in beneficenza all’Istituto di Ricerca sui Tumori di Meldola), come del resto hanno messo in piedi questa totalizzante Benigniana, dopo la Chapliniana e la Felliniana degli anni passati, che fin da martedì 21 giugno vedrà susseguirsi sul grande schermo della piazza alcuni film con protagonista il comico toscano o con la partecipazione d’attrice di Nicoletta Braschi: Ovosodo, Down by law, Il piccolo diavolo.

Al contrario, la mostra Bob e Nico, inaugurata i primi di maggio a Palazzo Pepoli, l’evento internazionale che ha aperto la lunga cavalcata con Benigni in città, dopo un mese di attività risulta un mezzo flop.

E’ vero, ci aspettavamo molte presenze in più”, racconta il direttore della Cineteca, Gianluca Farinelli, “abbiamo registrato un buon inizio nella prima settimana, poi un calo durante i giorni feriali che si attesta sulle trenta, quaranta presenze giornaliere, con picchi di diverse centinaia di biglietti strappati durante i weekend”.

Curioso comunque che per una lettura dantesca oramai cavallo di battaglia, ripetuto ed ascoltato da almeno un decennio, non rimanga spazio nemmeno per uno spillo; mentre per una stravagante installazione di memorabilia su quarant’anni di carriera del duo Benigni-Braschi nessuno si faccia avanti: “Palazzo Pepoli è un luogo azzeccato e splendido, ma è ancora da conoscere e scoprire, visto che l’abbiamo praticamente inaugurato noi”, continua Farinelli, “inoltre avremmo avuto bisogno di un altro budget, perché tutte le energie economiche sono state spese nei contenuti e la promozione è stata fatta davvero con gli spiccioli”.

La mostra Bob e Nico, nel numero di presenze, si attesta sui risultati delle mostre meno elaborate in termini stilistici e formali delle precedenti esposizioni estive dedicate a Chaplin e Fellini: “I numeri sono pressoché identici agli anni precedenti, semmai riscontriamo l’afflusso di parecchi stranieri e la richiesta di installare la mostra in altri spazi urbani extraeuropei. Contiamo, infine, sull’afflusso dei visitatori estivi provenienti dall’imminente Cinema Ritrovato, sul supporto della nuova amministrazione comunale e anche da chi con il biglietto di lunedì sera potrà accedere a Bob e Nico a prezzo scontato”. Eppure sono esposti costumi di scena, rappresentate le biografie degli attori e ogni sala è dedicata a un film. Probabile, quasi certo, che non sia stata pubblicizzata nel migliore dei modi.

Lasciamo dunque la parola, anzi il palco, al comico toscano: “In Dante c’è l’avanspettacolo, proprio come Totò e Peppino, e insieme c’è l’altezza più sublime. È un’opera semplice e complicata, come la musica di Bach. Perché nessuno conosce così profondamente l’animo umano come Dante, che è sceso in profondità per dirci come siamo fatti. È per questo che la Commedia la capiscono tutti e piace tanto. Non per nulla la Lectura Dantis me l’hanno chiesta in Oriente”.