Ottenevano incentivi dalla casa madre per la vendita di auto usate, che in realtà non venivano mai trasferite, con bollo auto e fatture false. Ora l’accusa per una concessionaria del Gruppo Bmw con sede a Granarolo dell’Emilia è di falso connesso alla truffa aggravata.

Vanti Group – come si legge sul sito internet – è la prima concessionaria ufficiale del gruppo Bmw per Bologna e provincia”. Ma adesso il direttore generale Andrea Mantellini e il consigliere e presidente, Giovanni Carlo Mantellini, sono indagati dalla Procura di Bologna. Insieme a loro sono stati iscritte sul registro degli indagati altre sette persone tutte gravitanti nell’orbita della società concessionaria e della Autec Spa, dove amministratore unico è lo stesso Andrea Mantellini.

Dal 2005 al 2008 Vanti Group Spa avrebbe venduto infatti diverse auto usate, circa 500, alla Autec, società che fa parte del medesimo gruppo. Ma per ottenere gli incentivi, secondo gli accordi con Bmw Italia, la vendita doveva essere diretta ad una società terza. Vanti Group è così riuscita a ricevere da Bmw Italia incentivi per un totale di 599 mila e 200 euro.

Venivano, infatti, “simulate cessioni di autoveicoli usati alla Autec Spa, società del medesimo gruppo” – scrivono gli inquirenti – con fatturazioni e passaggi di proprietà che inducevano “in errore Bmw Italia Spa, sulla veridicità delle cessioni, così da procurare a Vanti Group spa un ingiusto profitto pari a 599.220 euro, costituito da bonus in denaro legati a campagne commerciali della Bmw Italia spa, riservate ai concessionari ed aventi ad oggetto lo smaltimento delle auto usate”, con un danno rilevante nei confronti della stessa casa madre.

I fatti, contestati dal pm Antonello Gustapane, vanno dal 2005 al 2008. Secondo i magistrati, inoltre, le macchine, oltre ad essere vendute a società del gruppo e non a terzi, neppure venivano consegnate, con bolli e false fatture. Incentivi non dovuti, quindi, che sarebbero serviti a parificare un bilancio societario in crisi.

L’accusa ora è di false fatturazioni, falso e truffa aggravata. Per ora Bmw Italia spa non avrebbe denunciato la propria concessionaria.

C’è poi un filone, nato a Ferrara, e confluito a Bologna, per false fatturazioni finalizzate ad evadere l’Iva. La società, infatti, emetteva fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire con l’utilizzo di false dichiarazioni d’intenti, l’evasione dell’Iva a diverse società, tra cui alcune a Roma, San Lazzaro di Savena, Bologna o Montereale (Aquila).