Molti cercano di mettere il proprio cappello sui referendum. Io invece il cappello me lo tolgo di fronte agli italiani che – stupendo molti – hanno dimostrato il proprio valore in questo straordinario momento di partecipazione democratica diretta, che certamente verrà ricordato nei libri di storia.

L’Italia ha scelto di voltare pagina, in maniera chiara e trasversale rispetto ai diversi orientamenti politici. E’ un giorno di grande festa per tutti noi, che apre uno scenario di grandi prospettive per il futuro. Con questo voto gli italiani hanno riportato con forza i temi dell’ecologismo al centro del dibattito politico, dimostrandosi più attenti e sensibili di quanto molti si aspettassero su questioni decisive come l’acqua pubblica e il nucleare. Questo voto dimostra in maniera inequivocabile il valore straordinario della società civile, il vero attore della mobilitazione popolare di questi referendum. Proprio quella società civile nella quale io ho sempre creduto e alla quale stiamo cercando, con tanta umiltà e passione, di ridare voce attraverso il percorso partecipato di Ecologisti e Civici; un processo che abbiamo avviato per costruire dal basso un nuovo soggetto politico nel nostro paese.

Come ha dimostrato Paolo Bottazzini in un bell’articolo, analizzando i flussi sulla rete, una grande importanza in questo risultato l’hanno giocata anche i Comuni Virtuosi nel tracciare profeticamente la rotta di un’altra Italia possibile. Quella rotta credibile che oggi gli italiani hanno scelto di voler seguire con ritrovata fiducia in se stessi e speranza nel proprio futuro!

Tanto di cappello, dunque, e un brindisi all’Italia che sta nascendo grazie all’impegno di moltissimi cittadini di buona volontà.

Voglio concludere con un aneddoto africano, che dedico a quelle migliaia e migliaia di volontari che si sono impegnati strenuamente in queste settimane per promuovere i referendum: “Un giorno, in un villaggio, tutta la popolazione si incontrò ai piedi di un grande albero per decidere chi eleggere come nuovo capo del villaggio. Tutti si sedettero all’ombra del grande mango, a parte un anziano che andò a sedersi al sole. La discussione, com’era prevedibile, andò per le lunghe e nel frattempo il sole girò nel cielo e con lui anche l’ombra dell’albero, che un poco per volta raggiunse quell’anziano, il quale finì per ritrovarsi all’ombra nel momento della canicola e vi rimase più a lungo degli altri. Tutti riconobbero così la sua saggezza ed egli venne eletto capo del villaggio.”

Ho la sensazione che noi siamo un po’ come quell’anziano. Precorriamo i tempi e in un certo senso li prepariamo. Siamo già ora dove l’ombra sta arrivando, su quei temi ecologici e con la prospettiva civica che diventeranno nei prossimi anni sempre più centrali e condivisi da tutta la popolazione.

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