Il signor Muhammed A. Rashid ha una cosa in comune con il premier Silvio Berlusconi: il senso per gli affari. La sua bigiotteria, “Raisa”, su corso Vittorio Emanuele II, a due passi da Palazzo Grazioli, è quella dove due giorni fa il Cavaliere è entrato poco dopo l’incontro con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e quando ormai era chiaro che per il Cavaliere si stava profilando una delle più sonore batoste per il suo governo: la sconfitta piena nei referendum.

IL VIDEOFONINO di un turista lo immortala rattristato mentre entra nel negozio. Il commerciante conferma al Fatto Quotidiano quanto solo si era intuito: “Il presidente diceva di essere occupato, non ha comprato nulla stavolta, mi ha detto: Muhammed passo un altro giorno, oggi sono troppo occupato”. Rashid è originario del Bangladesh, appena ci presentiamo come giornalisti, ci fa fare orgoglioso il breve giro del locale e ci mostra la mercanzia: bracciali, collanine, spille, perle di fiume, cristalli Swaroski, minuterie in argento e metallo varie. Capisce subito che la pubblicità è l’anima del commercio, in Italia come in Bangladesh: “Io vede sempre tanti giornalisti ogni giorno davanti casa del presidente”, l’italiano non è perfetto, ma il signor Rashid sa farsi capire bene, specie quando intuisce che B. è il testimonial migliore che si possa avere per un negozio modesto come il suo.

NON CI SONO FOTO nel locale che lo ritraggono con il Cavaliere, ma conserva gelosamente in un cassetto un numero di pochi anni fa di Chi, settimanale rosa di casa Berlusconi, dove il capo dell’esecutivo tra un Consiglio dei ministri e una riunione con i vertici del partito, fa tappa da lui e sceglie personalmente alcune collanine. La didascalia riporta: “Il premier ne sceglie una viola, colore di tendenza, e alcune scure per le sue donne. Il presidente non si smentisce mai quando si parla di stile”. E non si smentisce mai Berlusconi quando si tratta delle sue donne e delle sue “collezioni” di farfalle. “Al presidente piacciono tanto le farfalle” e il negoziante asiatico ce ne mostra alcune. Certo, stridono quelle esposte in vetrina da poche decine di euro con quelle in oro e pietre preziose che in questi anni hanno abbellito le ragazze di Papi Silvio. Le farfalline, l’insetto che da sempre attrae il premier al punto da regalarlo alle donne che con lui hanno passato momenti di passione e intimità. Ciondoli, braccialetti, spille, tutte con l’immancabile farfallina. Da Patrizia D’Addario fino a una delle ultime protagoniste del bunga bunga, l’ex minorenne Iris Bernardi. “Gli affari si sono impennati da quando il presidente è entrato nel mio negozio”, si commuove Muhammed.

“Quando lui è entrato, ho detto ‘grazie Dio’, lui è l’angelo che ha scelto il mio negozio, io non potevo crederci” e aggiunge “il presidente ha due negozi preferiti, l’argenteria di fronte e il mio negozio. Lui – continua – a volte spende tanto in collanine, bracciali, spille, pietre, a volte meno. Anche uomini della sua scorta vengono da me”. Rashid è arrivato 15 anni fa in Italia, lavori di ogni genere, lavora sette giorni su sette, abita nel quartiere più multietnico di Roma, l’Esquilino (ribattezzato Esquilinistan, per via della nutrita colonia di bengalesi, indiani e pachistani), in Italia sono nati i suoi figli di 5 e nove anni, poi quattro anni fa ha investito tutto quello che aveva in questo esercizio: “Io no parla mai col presidente di problema di immigrati, a me non va di disturbarlo, perché devo dare fastidio a mio cliente privilegiato?”.

da il Fatto quotidiano del 15 giugno 2011