I quattro referendum hanno raggiunto il quorum. Le giustificazioni si sprecano: “L’emozione dopo la tragedia del Giappone”, oppure, “Un voto contro B. e le sue leggi”. Ognuno ha il diritto di dare la propria versione, un fatto, però, è certo: si è modificato il rapporto tra i cittadini e la tv. Con i referendum è stata smontata l’ultima indagine Istat: oltre il 60% degli italiani si informa attraverso i Tg mentre ad Internet e ai suoi portali è riservata la maglia nera con il 7% di media (tra i giovani si arriva al 16%).

I principali telegiornali nazionali, ad eccezione del Tg3 e del TgLa7, hanno boicottato l’informazione sui referendum. Clamoroso il caso del Tg1 che alla consultazione sul nucleare ha dedicato, in cinque mesi, solo 11 notizie, oppure l’errore, ripetuto più volte, sulle date di voto fatto dal Tg2 e dal recidivo Tg1. La conseguenza è stata ben raccontata da Belpoliti su La Stampa: “Il Davide informatico ha surclassato il Golia dei network televisivi? Sembrerebbe proprio di sì. La vittoria nei referendum è stata segnata dal passaparola virtuale.” A cui si deve aggiungere il lavoro capillare fatto, con la tecnica del porta a porta, dai comitati referendari e di alcuni partiti del centrosinistra in particolare l’Idv di Di Pietro.

Tutto ciò, però, non è ancora sufficiente per dimostrare che, nonostante il clamoroso tentativo di disinformare dei Tg, la comunicazione è passata lo stesso, anche se in questo ultimo anno il Tg1 e il Tg5 hanno perso molto pubblico (i dati di ieri sono clamorosi: Tg1 al 22,40% di share e il Tg5 21,39%, tutti e due sotto i 5 milioni di telespettatori), a favore del Tg di Mentana, ancora una volta oltre la soglia del 13% con più di 3 milioni di telespettatori. La perdita di credibilità dei Tg è la vera ragione del successo della Rete, conseguenza del crescente bisogno degli italiani di essere sempre più informati. I risultati di ascolto delle trasmissioni super criticate dal centrodestra, Annozero, Ballarò, l’Infedele, 8 1/2, lo confermano. “Lo ha detto la tv” riferito ai telegiornali non esiste più, i telespettatori, sempre meno ingenui, si sono resi conto della manipolazione e delle verità nascoste.