La forza del culto riservato a Dario Argento è misurabile in base alle reazioni suscitate da ogni sua nuova mossa. Basta leggere pochi commenti in rete sull’atteso Dracula 3D per rendersene conto. Sebbene il film sia solo nella fase iniziale delle riprese, ogni fan da qualsiasi parte del mondo esprime un’opinione, una riserva o un augurio, un desiderio o una frase acida, non di rado offensiva.

In genere, la paura è più per quello che il cineasta romano potrà cavare dal romanzo dell’irlandese Bram Stoker che per il Principe delle tenebre in sé. Il tono predicatorio appartiene al fedelissimo deluso, all’ex-tifoso che rifiuta a scatola chiusa e si volta stizzito. Lo scontro è aperto tra i detrattori e gli incensatori, tra i sostenitori dell’irreversibile declino e gli integralisti che comunque vada Argento è sempre Argento. Ecco l’inevitabile destino riservato ad ogni regista forte, riconoscibile.

Ogni critico o spettatore ha la sua idea sul titolo che avrebbe segnato il punto di non ritorno del cinema argentiano. C’è chi lo considera bollito da Nonhosonno o da Il fantasma dell’opera, mentre gli apocalittici parlano di Opera o addirittura di Phenomena. Sebbene non notare lo sbalzo qualitativo tra un Profondo rosso e un Giallo rientrerebbe nella fastidiosa presa di posizione, a strenua difesa della sua intera opera c’è un dato incontrovertibile: Argento è l’unico grande cineasta ad essere a suo modo sopravvissuto a quell’estinzione dei generi che dalla metà degli anni Ottanta ha aperto la strada al cinema italiano contemporaneo.

Alla faccia di chi gli vuole male, comunque, le prevendite del nuovo ambizioso progetto sono andate più che bene. Così, smentita la presenza di Vincent Gallo come Dracula, con qualche ritardo e location diverse dalla Budapest di cui si parlava all’inizio, la Film Export Group di Roberto Di Girolamo ha dato inizio ad una produzione di cinque milioni di euro che è anche la prima in Europa ad essere realizzata in 3D stereoscopico.

Proprio ora la troupe sta girando tra la provincia di Biella, nell’incredibile sfondo di Ricetto di Candelo, e Torino con un cast di cui fanno parte Thomas Kretschmann – il biondo nazista di Il pianista, già in La sindrome di Stendhal – nel ruolo di Dracula, cui si opporrà il Van Helsing di Rutger Hauer, mentre Asia Argento (che sul suo account Twitter ha postato le prime foto dal set poi riportate un po’ ovunque) sarà Lucy e Gabriele Lavia uno dei suoi pretendenti, Quincey Morris. Marta Gastini e Miguel Ángel Silvestre interpreteranno, invece, i coniugi Harker. Un’ultima notizia per i vecchi fan: la fotografia 3D sarà opera del grande Luciano Tovoli, cui si devono le splendide immagini di Suspiria e Tenebre.

A giudicare dal lungo plot diffuso in rete, la storia sarà abbastanza fedele allo sfruttatissimo romanzo epistolare pubblicato per la prima volta nel 1897, due anni esatti dopo l’invenzione del cinematografo. Più di ogni altro, il mito del tormentato vampiro dei Carpazi ha, infatti, registrato tutte le evoluzioni del mezzo inventato dai Lumière fino ad arrivare all’esperimento stereoscopico di Argento.

A conti fatti non è nemmeno così casuale che tanto il cinema quanto Dracula vivano al buio e si dissolvano alla luce.