Mentre scrivo non so ancora se raggiungeremo il quorum del referendum nazionale. Ma quello milanese che reimposta le scelte della città nella direzione di una Milano più respirabile e sostenibile, in una parola più vivibile, è già ben oltre la soglia del 30% necessaria e sufficiente a rendere validi i risultati. Bisognerà ovviamente capire come sono stati votati i 5 quesiti promossi da una fetta importante della Milano civica attenta all’ambiente insieme a Legambiente, Wwf, Ciclobby, Genitoriantismog. Ma vivo in questa città da 15 anni e, per la prima volta, sento che la storia si sta muovendo.

Non è retorica, ma una sensazione che si respira, che si percepisce fisicamente camminando tra le strade di una Milano più giovane, più attenta, “più di buon umore”, come osserva mio marito mentre spingiamo i passeggini fuori dai seggi per la terza volta in un mese. Intorno a noi, in coda con la tessera elettorale, trenta-quarantenni si sorridono. Uno guarda fuori dalla finestra e canticchia i Rolling Stones (“You can’t always get what you want, but if you try sometimes you might find you get what you need”, non puoi sempre ottenere ciò che desideri, ma se ci provi, a volte, puoi riuscire a trovare ciò di cui hai bisogno). Ragazzi di venticinque anni indicano una sedia a una signora vistosamente incinta, altri leggono un quotidiano (di carta, davvero!) e messaggiano contemporaneamente sul telefonino.

Le nuove tecnologie ci hanno aiutato. Hanno dato forza alla protesta, hanno alimentato la speranza e combattuto l’ansia con l’arma infallibile dell’ironia. “Da Milano parte la rivoluzione”, è la frase che arriva più frequentemente nelle caselle di posta elettronica e sulle bacheche dei social network dei giovani, e non solo, milanesi. E’ come se fossimo usciti tutti allo scoperto dopo un lungo temporale. Proprio come è successo l’ultimo giorno di campagna elettorale prima del ballottaggio tra l’attuale sindaco Giuliano Pisapia e Letizia Moratti, quando Piazza del Duomo si è riempita di ombrelli colorati a sfidare l’acqua che scrosciava sulle guglie della cattedrale e poco prima del calare del sole si è trovata ad ammirare un meraviglioso, improvviso e insperato doppio arcobaleno contro il cielo grigio. Il primo arcobaleno ce lo siamo guadagnato tre giorni dopo. Ora speriamo di acchiappare anche il secondo.