Montare in groppa a un cavallo e governarlo, significa avere a disposizione un’enorme forza che altrimenti non potremmo mai possedere. Montare in groppa al cavallo d’acciaio assume la stessa valenza: una voglia irrefrenabile di aprirsi alla propria istintualità…” (da Kenauros, di I. Battista, Pieraldo Editore, 1995).

All’inizio fu la ruota. In occasione del raduno di Sidecar d’epoca e della festa Belle Époque che si terrà tra sabato 11 e domenica 12 giugno a Bellariva di Rimini, in collaborazione con il Museo Nazionale del Motociclo, subito si pensa a quando al cinema e in tv abbiamo visto sfrecciare i bizzarri motocicli con ospite laterale.

Due trabiccoli molto somiglianti, cinema e moto, fenomeni paralleli che condividono persino l’anno di nascita, il fatidico 1895, improntando di sé i cento anni a seguire. Anche gli inventori del cinematografo si ispirarono al movimento circolare della ruota e il risultato fu il turbinio frenetico della manovella. Questa azionava un meccanismo custodito all’interno di una semplice scatola di legno che, magicamente, proiettava all’esterno immagini in movimento grazie ad una lampada ad obiettivo.

Interessante la predilezione assoluta che ha nel cinema l’impatto dell’immagine: anche per lo spettatore inesperto, estraneo al mondo delle due ruote, l’estetica del sidecar colpisce lo sguardo. Oggetto stupefacente, meno aggressivo forse dell’aerodinamica di una motocicletta e più conciliante nell’aspetto, traballante geometria di pezzi che a volte sembra assemblata lì per lì.

In Italia questo mezzo fu economicamente più avvicinabile di un’automobile e ciò fece sì che la sua citazione sul grande schermo lo abbia reso fenomeno di costume. Non si può non ricordare La Guerra dei Fratelli Marx (L. McCarey, 1939) in cui si sfrutta la divertente potenzialità che al sidecar si stacchi il carrozzino lasciando a piedi il passeggero, ripresa poi in innumerevoli citazioni, dal cinema a venire come dalla tv (ricordate il britannico George e Mildred?)

Su questa scia, balza irresistibile alla memoria Il Federale (L. Salce, 1961), con cui il cinema fece una parodia a posteriori dell’uso frequente del mezzo a due ruote da parte dei fascisti. Nel ’44 Ugo Tognazzi, camicia nera drammaticamente convinta in un’Italia ormai prossima alla liberazione, a imitazione di Mussolini si produce in una serie di acrobazie a cavallo di un sidecar militare su cui sta portando un prigioniero antifascista a Roma.

Al raduno di Bellariva parteciperanno Sidecar provenienti da collezionisti di tutta l’Europa: 40 equipaggi ed altrettanti modelli dal 1930 fino all’ultimo dopoguerra, di tipo sia civile che militare.

Sabato 11 giugno la partenza è prevista alle ore 9.30 dal Museo del Motociclo alla volta di Bellariva per poi prendere la direzione di Sogliano, passando per il lungomare di Rimini fino alla Tolemaide in direzione Santarcangelo di Romagna, attraversando poi Savignano, Borghi per poi raggiungere Pietra dell’Uso di Sogliano. Al ritorno in Piazzale Gondar, le moto d’epoca resteranno in esposizione durante la festa Belle Époque, con musica dal vivo e degustazione di prodotti locali fino a mezzanotte.

Domenica, invece, alle ore 10.00 partenza del Fotorally da piazzale Gondar: una speciale caccia al tesoro lungo il percorso domenicale, in cui gli equipaggi dovranno riconoscere i monumenti e i luoghi a loro presentati prima della partenza attraverso delle foto, con ordine diverso rispetto alla loro effettiva collocazione.

La gara terminerà a Riccione presso il palazzo del Turismo dove le moto rimarranno esposte fino alla partenza alla volta di Misano Monte per poi tornare definitivamente al Museo del Motociclo.

Per informazioni: www.riminiturismo.it

Serena Viola