Il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni

”Da quel che mi risulta Bossi non andrà a votare”. Così Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio alla Camera, anticipa quella che potrebbe essere la posizione del Senatùr sul referendum. “Sulle consultazioni dei referendum – spiega – la linea della Lega è la libertà di coscienza. Ciascuno decide come meglio crede”.

Di referendum Reguzzoni ha poi parlato in un’intervista al Sole 24 Ore. La consultazione, secondo il capogruppo leghista, non ha “alcun valore politico. Il significato dei test è tutto sul merito e non avrà influenza sul quadro politico”. L’intento della Lega è quello di “depoliticizzare l’appuntamento referendario: sia se verrà raggiunto il quorum, sia se non verrà raggiunto, non ci considereremo sconfitti o vincenti”. Anche perché nella maggioranza ”c’e’ un’intesa politica di fondo ad andare avanti perseguendo due obiettivi strategici: rigore nei conti e riforma del fisco”.

Se Bossi si asterrà, la stessa posizione sul referendum è stata annunciata da Roberto Formigoni. “Sappiano i cittadini che non vi è alcun obbligo di legge di votare i referendum – scrive il presidente delle Lombardia in una lettera inviata al Corriere della Sera -. La Costituzione sostiene che l’esercizio di voto alle elezioni è un ‘dovere civico’, mentre per i referendum si tratta di un diritto, quindi i cittadini possono esprimere il loro parere sia votando sia non votando, cosa quest’ultima che a me in questo caso pare la più saggia”. E sul non andare alle urne è d’accordo anche il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, che in un’intervista al Messaggero dice: ”Non andare a votare, in questo caso, è una modalità legittima, forse l’unica, per far prevalere un risultato piuttosto che un altro”. Secondo il ministro, nel quesito sull’acqua “le questioni di merito, vengono, purtroppo, oscurate, in questa campagna referendaria, da una montagna di falsità propagandistiche. Si procede per slogan e non si entra mai nel merito delle cose”. Quanto al nucleare, Fitto commenta la riammissione del referendum da parte della Cassazione affermando che è “quantomeno discutibile”.