È considerato dal 2003 l’uomo del crac del Secolo, Calisto Tanzi. E fino a un mese fa, quando il cinque maggio è stato arrestato, aveva in mano le chiavi della sua città: Parma. Nonostante tutto, dal 2003 a poco più di un mese fa, ha continuato a svolgere attività di impresa. E non solo. Nel frattempo, in piena bufera giudiziaria, avrebbe speso un miliardo di euro per ristrutturare e in parte acquistare le due ville intestate alle figlie, ma con che soldi? Sarebbero legati al crac della Parmalat, la provenienza sarebbe “accertata documentalmente” dicono in Procura.

Prima di finire nel carcere di via Burla, quindi, l’ex patron di Parmalat si permetteva non solo di continuare a fare il manager attraverso altre aziende riconducibili alla moglie, nonostante i centinaia di risparmiatori ridotti al lastrico grazie alla sua bancarotta, o di spendere una montagna di soldi per le figlie proprio con quei soldi. Collezionava anche quadri d’arte, ma soprattutto passava gran tempo al telefono. Ha continuato a influenzare imprenditori e uomini influenti della città, su decisioni per quanto riguarda le nomine di Cda e banche cittadine, come Banca Monte il cui consiglio di amministrazione è stato deciso a maggio 2010.

Lo rivela il procuratore di Parma, Gerardo Laguardia: “Tanzi ha continuato a intrattenere rapporti telefonici con persone che ricoprono incarichi di rilievo nei poteri cittadini – afferma – e dalle intercettazioni realizzate nel corso dell’inchiesta su quadri, emerge la figura di un ex patron ancora ben inserito nella città di Parma e capace di dialogare con livelli abbastanza importanti di potere”. Intercettazioni che vengono alla luce grazie al quotidiano cittadino Parma Sera, a firma di Armando Orlando. Prima della nomina del Cda di Banca Monte Parma, già dissestata dai debiti, è intercorsa una serie di fitte telefonate tra tre persone, tutte nell’arco di qualche giorno: Calisto Tanzi, Gilberto Greci e Angelo Buzzi. Greci è il presidente della Fondazione Banca Monte e conosce Tanzi da una vita: si danno del tu, ridono e scherzano per telefono. Buzzi è invece un imprenditore cittadino, proprietario di Polis Quotidiano e dei Crociati Noceto, la squadra di calcio che milita in seconda divisione. I giorni delle telefonate ‘roventi’ sono proprio quelli in cui la Fondazione lavora alla nomina dei componenti del cda, che dovrà affiancare Carlo Salvatori, presidente in pectore di Banca Monte.

Secondo le intercettazioni, quindi, Angelo Buzzi chiama Tanzi, che a sua volta telefona a Greci. Volendo andare al succo della faccenda, Calisto Tanzi ha cercato di fare in modo che Greci prendesse in considerazione Buzzi per una poltrona nel consiglio d’amministrazione, anche se il legame tra l’imprenditore e l’ex re del latte non emerge. “Voleva parlarti prima dell’assemblea…”, dice Tanzi a Greci riferendosi alle intenzioni dell’imprenditore. “Io non ho capito – aggiunge subito dopo l’ex patron – se voglia entrare in consiglio o meno”. Al che Greci sospira: “Ahh ecco è questo… Sarebbe un problema perché ho già parecchie persone che mi stanno…”. A questo punto, al presidente della Fondazione manca persino il termine giusto per definire che cosa gli sta avvenendo intorno in quei giorni. Comunque sia, a leggere le intercettazioni, l’ostacolo davvero insormontabile sembra essere un articolo che il quotidiano di Buzzi ha pubblicato in tempi recenti. Il presidente Greci non l’ha presa bene e contesta a Tanzi che, da proprietario del giornale, l’imprenditore avrebbe potuto almeno attenuare i toni. “Adesso – spiega il banchiere – metterlo in consiglio sarebbe… non so se mi chiedi una cosa del genere”. Anche Tanzi sembra non sapere più tanto bene per chi o cosa ha chiamato. La contrarietà di Greci, forse, non se l’aspettava. Prova a giustificarsi. “Era questo – dice – perché m’ha detto… io potrei dargli una mano… sono io che ho dato questa interpretazione...”. “Facciamo così, – taglia corto Greci -: dammi il numero che lo chiamo io”. La telefonata Greci-Buzzi non ci sarà mai, probabilmente Greci non l’ha mai preso troppo in considerazione dato che Buzzi non è mai entrato a far parte del Cda di Banca Monte Parma. Ma Tanzi continuerà a sentire l’imprenditore edile e farà in modo che questi riesca ad ottenere un faccia a faccia con Greci. I due si incontreranno. Discuteranno e si lasceranno di buon animo.

Intercettazioni che rivelano un sistema di selezione per ‘le poltrone’ ben oliato a Parma, in cui i nomi che girano sono bene o male sempre gli stessi. E che dimostra quanto ogni ente e istituzione siano legati agli altri, creando un’oligarchia ai vertici della città. Un sistema nel quale lo stesso Calisto, nonostante tutti gli scandali che l’hanno coinvolto, era ben inserito al punto da uscirci solo una volta finito dietro le sbarre.

Caterina Zanirato e Nicola Lillo