“Non colpevole”. Così l’ex direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan si è dichiarato davanti ai giudici di New York, durante l’udienza del processo che lo vede imputato per sette reati, collegati al presunto stupro di una cameriera d’albergo di Times Square. “Shame on you”, vergogna, ha gridato un gruppo di collaboratrici domestiche al suo arrivo in tribunale, accompagnato dalla moglie. Le donne manifestano contro gli abusi sul lavoro. Dopo dieci minuti di udienza, Strauss-Kahn ha lasciato il tribunale di Manhattan a braccetto con la moglie Anne Sinclair, che in aula sedeva accanto a delle figlie, Vanessa. La prossima udienza è stata fissata per il 18 luglio.

Secondo le prime indiscrezioni, la difesa dell’ex direttore del Fmi punterà sulla consensualità del rapporto per dimostrare l’innocenza del suo assistito. L’idea è quella di istillare nella giuria il dubbio di una bugia della donna, forse per motivi economici. Gli avvocati, inoltre, dovrebbero rivendicare presunte “irregolarita” nell’arresto. “Lo hanno arrestato come fosse un ladro di polli e per giustificare ciò hanno sollevato la paura del rischio di fuga quando il volo era stato prenotato diverso tempo prima e cambiato il giorno precedente”, raccontano fonti vicine a Strauss-Kahn.

Un processo in cui sfileranno diversi nomi noti dell’avvocatura Usa. A cominciare dal legale di Strauss-Kahn, Benjamin Brafman, 62 anni, ebreo e conservatore. Celebre legale di Michael Jackson nel suo processo per pedofilia, è considerato uno ‘squalo’ dai colleghi. Ad affrontarlo sarà Cyrus Vance Jr, da appena due anni procuratore distrettuale di Manhattan, 55 anni, figlio dell’ex segretario di Stato di Jimmy Carter, rappresentante dell’establishment bianco e protestante. Un trio di impegnati avvocati difenderà invece la cameriera, la cui identità è ben nascosta anche nel fascicolo aperto dalla giustizia Usa: il suo nome non compare. Il primo è Jeffrey J. Shapiro, noto difensore delle vittime di errori sanitari. Al suo fianco, Kenneth P.Thomson, un avvocato di successo afro-americano, specialista in discriminazioni. Recentemente Thomson ha ottenuto una condanna di 8 milioni di dollari in un caso di molestie sessuali. L’altro dei tre è un avvocato progressista che in passato ha difeso cause ritenute ‘indifendibili’ come il rispetto dei diritti dei detenuti di Guantanamo. Il 25 maggio i tre avvocati si sono incontrati per valutare la possibilità anche di un’azione civile contro l’ex direttore dell’Fmi.