Diciotto incontri sospetti, cinque squadre di serie A coinvolte, 44 indagati. Nomi e circostanze nuove si aggiungono ogni giorno ai fascicoli degli inquirenti, nell’indagine sul Calcioscommesse partita dalla procura di Cremona, che ha coinvolto mezza Italia. A rischio l’intero campionato. Roma, Fiorentina, Genoa, Cagliari e Lecce. Sono questi i cinque club su cui sono caduti i sospetti dei pm in riferimento a tre incontri truccati. A fare i nomi delle squadre è Mario Pirani, dentista con il vizio delle scommesse, che spontaneamente ha deciso di raccontare al gip di Cremona dei “tre incontri sicuri”.

Pirani sostiene di non sapere da chi e come fossero state truccate le gare, ma di aver avuto rassicurazioni sull’esito, puntualmente confermato. Gli inquirenti dovranno ora trovare riscontri alle sue dichiarazioni. Un altro dossier arriva dall’agenzia di scomesse Skysport365 – i cui vertici saranno ascoltati giovedì – che ha monitorato 15 incontri di serie A, ritenuti sospetti per le forti somme giocate. Milioni di euro, raccontano dall’agenzia, puntati nonostante l’abassamento delle quote. “Questo ci fa pensare che gli scommettitori giocassero con particolare sicurezza”, spiegano.

E fra i giocatori – attuali ed ex – coinvolti, secondo la procura spuntano altri nomi noti. Come quello di Michele Cossato che, dopo il ritiro dai campi di calcio, si sarebbe dato alle scommesse. O ancora il difensore dell’Ascoli Alex Pederzoli e quello del Piacenza Carlo Gervasoni. Mentre continuano gli interrogatori a Cremona. Oggi, nel pomeriggio, dovrebbero essere ascoltati i giocatori Vincenzo Sommesse e Vittorio Micolucci, al momento agli arresti domiciliari. Mercoledì, con ogni probabilità, sarà sentito Beppe Signori: secondo lui al centro di un grande equivoco, per gli inquirenti a capo del gruppo bolognese dell’organizzazione. Collegato all’indagine di Cremona sulla serie A, c’è intanto anche un altro fascicolo, aperto dalla procura di Napoli sui collegamenti tra calcio e criminalità organizzata. Era il 10 aprile 2010 e al San Paolo si giocava Napoli-Parma. Durante l’intervallo, alcuni membri riconosciuti dagli investigatori come appartenenti agli Scissionisti della camorra puntarono sulla vittoria del Parma, nonostante il Napoli avesse chiuso il primo tempo in vantaggio. Risultato dell’incontro: 2-3.

E se l’indagine della procura è ancora alle sue fasi iniziali, più veloce dovrebbe correre quella parallela della Figc, sulle responsabilità di club, dirigenti e calciatori. “Fare in fretta” è la richiesta arrivata al presidente Giancarlo Abete dal presidente del Coni, Gianni Petrucci. Inchieste chiuse firse già entro luglio e pene più severe. Per i giocatori che hanno scommesso le condanne andranno dai due ai tre anni di squalifica, mentre su alcune squadre potrebbe arrivare multe consistenti. Senza contare quelle che rishciano di non salire in A. Nel piani della Figc, infine, anche un nuovo tavolo di confronto e collaborazione con le agenzie di scomesse. Due le novità che la federazione vorrebbe introdurre: un ritorno alle puntate solo sul risultato finale degli incontri e la promessa che i bookmaker segnalino gli incontri sospetti direttamente all’autorità giudiziaria.