C’è una piccola salumeria sul corso di Secondigliano che fa i panini imbottiti, le “colazioni”, più grossi e saporiti di Napoli. A vederla dalla strada, incastonata tra una banca e una stazione di benzina, non sembra diversa dalle decine di botteghe che arrancano per arrivare alla fine del mese, eppure la sua fama si è estesa a macchia d’olio al punto da renderla una “zona franca”. Sì perché quei pochi metri di marciapiede, occupati da un tavolino sgangherato e un paio di sedie, sono un punto di ritrovo talmente noto che anche gli affiliati a clan diversi si limitano a guardarsi in cagnesco senza andare oltre. Non è insolito, poi, vedere l’equipaggio di qualche volante mangiare un panino a poca distanza da qualche “faccia nota”. Una piccola “oasi” dove è possibile, per qualche minuto, mettere da parte le divisioni.

Mi è capitato di fermarmi a pranzo qui e, come succede spesso quando si frequenta lo stesso posto per un po’ di tempo, inizi a conoscere i volti, a salutarli con un cenno della testa, a scambiare qualche chiacchiera. Niente d’impegnativo anche perché ognuno sa qual è la “professione” del suo interlocutore. Raramente si fanno domande chiare e quasi mai si danno risposte chiare. Qui si dice e si racconta solo quello che può essere detto e raccontato perché in fin dei conti, finito il panino, ognuno torna al suo “lavoro”. Anche in questo modo però è possibile raccogliere qualche notizia o qualche chiacchiera che può essere utile a capire che succede in città. Messaggi subliminali lanciati per essere colti.

Così ho saputo di “Giggino ‘o flop”. Era il periodo della campagna elettorale per il comune, i candidati si sfidavano a colpi di accuse e di programmi mentre Napoli era invasa dai manifesti con i volti dei candidati. E’ Peppe, uno dei più assidui frequentatori della salumeria ed esempio di quell’umanità che vive nella zona grigia che separa il legale dall’illegale, a parlarmene la prima volta. In quel periodo stava facendo il “galoppino” per un giovanotto iscritto in una delle numerose liste che sostenevano il candidato del Pdl, Gianni Lettieri. Un lavoro da poche decine di euro. Deve solo consegnare a parenti, amici e conoscenti il “santino” con la foto del candidato e spiegare cosa si deve fare per votarlo, dove mettere le croci e quali sono i nomi da scrivere. Anche a me ne offre uno, ma quando gli rispondo che non sono interessato, mi squadra come se fossi un alieno. Poi, con quello slang che mischia dialetto e linguaggio da strada, mi dice:

“Frat’ a’ mme…ca vutamm tutt’ quant’ a Lettieri…ma c’amma ffa cu stu Morcone e cu Giggino ‘o flop?”
“Giggino o’ flop? E chi è?”
gli domando.
“Comm’ chi è? De Magistris… ca o‘ chiammam accussì pecchè e nu’ flop…ma quann ‘o fann sindac’ a chill? Pur ‘o sistema nun ‘o vo’… nun perder tiemp”.

Il tono è di chi la sa lunga. Inutile, però, chiedere se sa qualcosa sul voto di scambio o sulle voci riguardanti banconote da 50 euro consegnate in buste anonime ad alcune famiglie della zona. Quello che ha detto è già tanto e, purtroppo, suona come una sentenza.

Accade, però, quello che non ti aspetti. “Giggino ‘o flop”, contro ogni pronostico compreso quello sempre affidabile del “sistema” arriva al ballottaggio anche se Secondigliano e zone limitrofe hanno confermato il loro sostegno a Gianni Lettieri. Il risultato dello spoglio è chiaro. Il candidato di Berlusconi è in testa con oltre 60 mila voti ma De Magistris ha tenuto “botta”. Tutto da rifare.

Qualcosa però è cambiato. È sempre Peppe, che incontro il venerdì che precede il ballottaggio, a confermarmelo. Se ne sta seduto con due amici al solito tavolino della salumeria ma questa volta senza “santini”. Iniziamo a chiacchierare e ora l’argomento non sono le elezioni, ma la conferma di Mazzarri alla guida del Napoli. Sembra che siano passati secoli e non due settimane da quando era impegnato in prima linea a sostenere il candidato del Pdl. Poi, improvvisamente, arriva il messaggio da cogliere. De Magistris non è più “’o flop” ma è diventato “Giggino ‘a manetta”, soprannome che rievoca i suoi trascorsi da pm. Peppe lo lascia cadere nel vuoto mentre commenta l’incontro tra l’ex magistrato aspirante sindaco e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Provo a domandare cosa ha portato questo cambiamento ma la risposta è laconica. Era uno “sbirro”. Gli chiedo allora se va a vedere il concerto di Gigi D’Alessio per sostenere Lettieri ma anche in questa volta si limita a rispondere che “deve uscire con la fidanzata” e che non ci andrà.

“Domenica che fai?” gli domando
Me ne vac o’ mar e pur lunedì.”

Come Peppe, al mare, ne sono andati tanti. Solo nella zona di Secondigliano, San Pietro a Patierno e Miano, Gianni Lettieri ha perso quasi 10 mila voti. Che cosa è successo? Perché i “fedelissimi” sostenitori l’hanno abbandonato sull’uscio di Palazzo San Giacomo? Le risposte, forse, si avranno solo fra qualche tempo.

Una voce però sta passando di bocca in bocca questi giorni. Una voce che racconta di promesse non mantenute e di accordi saltati. Ma le voci, si sa, si perdono nel vento. L’unica certezza è che “Giggino” non ha fatto flop.

di Luigi Sabino
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