Quest’anno la festa della Repubblica ha avuto un valore maggiore. Il diritto al voto non ci è stato rubato, possiamo esprimerci, c’è ancora democrazia in questo Paese che sembrava non saper più rispondere agli abusi provenienti dall’alto. Due giorni fa la Corte di Cassazione ha deciso che il referendum sul nucleare ci sarà. Tra 10 giorni saremo chiamati a votare, i quesiti sono molto delicati: privatizzazione dell’acqua, legittimo impedimento e nucleare.

Ora l’obiettivo è raggiungere il quorum. È necessario che tutti si attivino per fare informazione su questo appuntamento elettorale tanto importante eppure così poco sponsorizzato dai grandi media. Noi ci siamo auto-reclusi simulando un incidente nucleare anche perché eravamo indignati dalla disinformazione che è stata fatta sull’energia nucleare e dal silenzio sul referendum, due segnali di sofferenza della democrazia, i cui responsabili sono il governo e i suoi pinocchi. Un esempio di “pinocchio nucleare” è il professor Umberto Veronesi, il quale, approfittando della sua fama, si è messo a fare propaganda pro-nucleare anche nelle scuole, mascherandola come “giornate della scienza”. Avantieri poi l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha fatto un richiamo alla Rai per la poca informazione sui referendum, imponendo di recuperare.

Andare a votare per un referendum è una cosa che riguarda tutti, indipendentemente dagli schieramenti politici. Non è una votazione come le altre, qui si parla di democrazia diretta e di scegliere in prima persona per il proprio futuro e per il Paese. Quando si va a votare per un referendum le differenze che normalmente ci separano, come età, estrazione sociale e appartenenza a un partito, cadono perché veniamo interpellati in quanto cittadini sul bene comune.

Andare personalmente a votare Sì il 12 e 13 giugno, però, non basta, possiamo e dobbiamo fare di più e farlo subito. Bisogna informare quante più persone possibile, spargere la voce e convincere tutti ad andare a votare. Ieri dal rifugio abbiamo fatto un video per ribadire il concetto che, anche con pochi mezzi a disposizione, inventarsi una protesta è possibile! Appendere una bandiera, indossare una maglietta, sdraiarsi per terra bloccando il traffico, organizzare sit-in… magari, per qualcuno potranno sembrare cose banali, invece sono mosse semplici, ma efficaci. Dobbiamo farci sentire e attirare l’attenzione in tutti i modi. Sul nostro sito si possono scaricare volantini, stickers e altro.

Crediamo infine che sia fondamentale confrontarsi anche con chi la pensa diversamente. L’obiettivo è raggiungere il quorum. Il Referendum è una grande occasione, non sprechiamola!